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Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    24/09/2003

    Filed under: — JE6 @ 17:45

    E via, si va
    Tra dieci minuti, calma.
    Son quasi emozionato.

    Filed under: — JE6 @ 10:59

    Declino ogni responsabilità
    Lester mi mette, in ottima compagnia, nella lista dei blog che gli piace leggere.
    La cosa che mi inquieta è la descrizione che mi affibbia: “il fratello maggiore che dà i buoni consigli”.
    Oh, Lester: sono figlio unico (trattasi di constatazione: tralascio le valutazioni di merito), e quanto ai buoni consigli, beh, non sei messo benissimo, vero?

    Filed under: — JE6 @ 08:14

    On The Blog – Quindici: Dichiarazione
    Ti devo confessare una cosa, Red.
    Mi manchi. Sul serio. Una mancanza quasi fisica, di quelle che prendono lo stomaco.
    Vengo qui ogni sera di queste mie ferie solitarie sull’isola di Skye, entro nell’Internet Cafè una mezz’ora prima che cali il sole, mi siedo ad una delle postazioni che danno sulla baia, e inizio a scriverti. Ed ogni cinque minuti alzo la testa, butto giù una sorsata di McEwan’s, ed aspetto che una moto ed un paio di stivali rosa scendano dal traghetto che arriva qui a Kyleakin.
    Cerco di ricordare i dettagli del tuo volto, gli occhi, i capelli, gli orecchini. A volte, dopo un paio di pinte, pixel e ricordi mi si sfarinano in testa, e si mischiano con altri ricordi, cose del liceo che tornano a galla senza bussare: Proserpina, ad esempio, la divinità degli inferi che sta metà dell’anno sulla terra e l’altra metà la passa nell’Ade, un po’ lunatica come te, insomma.
    Oppure quel prof-precettore che ci massacrava a colpi di citazione di logos e di gonios – una formula onnicomprenisiva che per lui sintetizzava prospettiva, apertura mentale, opinabilità – e io allora avevo riesumato il mezzo goniometro delle medie (180°) e – con la penna a fare da freccia – lo usavo come uno strumento di segnalazione della minchiata retorica (da acuto a ottuso, sino alla piattezza assoluta). Puoi non crederci, oppure puoi riderci sopra, ma negli anni del liceo per tutti ero Gonio.
    Sto divagando, Red, scusami.
    Cosa te ne dovrebbe fregare del mio liceo, in fondo? E cosa te ne dovrebbe fregare di tutta la storia che ti ho raccontato, un pezzetto ogni sera, con il solo scopo di avere qualcosa, qualsiasi cosa, da dirti, per avere l’illusione di stare dieci minuti con te? Ho persino messo su un blog, Yet Another Useless Blog, con questo patetico sfondo (un faro, gesucristo) da canzone di Baglioni, per riempirti di parole inutili che tu – lo so, cazzo – non leggerai mai.
    Chissà dove sei, adesso, Red.