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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    25/09/2003

    Filed under: — JE6 @ 22:37

    Il minimo che si possa dire
    Grazie Barbara. Grazie Mafe.
    Bon, basta così, che ci si imbarazza tutti a vicenda. Voi, e noialtri diciotto che si era lì, sappiamo perchè.

    Filed under: — JE6 @ 17:33

    La frase del giorno
    Ma anche il post di domani
    “I blog sono solo il viso pallido di chi li scrive”.
    Ciao, sorellina.

    Filed under: — JE6 @ 15:50

    Buone notizie
    I blogger si incontrano. Intanto, il mondo va avanti
    Il flop dell’Aldona. E, soprattutto, Amina non verrà lapidata.

    Filed under: — JE6 @ 10:37

    Grazie dei fior
    Ancora su Milano Blogging
    Questa la capiscono in diciannove. Davvero, non posso dire altro.

    Filed under: — JE6 @ 08:11

    Milano Blogging
    Io c’ero.
    Io l’ho visto.
    Io l’ho toccato.
    Io gli ho anticipato i soldi per la Coca (e lui me li ha restituiti subito).

    Filed under: — JE6 @ 08:09

    On The Blog – Sedici: Kurai
    Dove eravamo rimasti, Red? Vediamo un po’, fammi scorrere i post.
    Ah, ecco: il sottoscritto è appoggiato alla consolle durante una pausa delle trasmissioni di E-Radio, che riflette sopra i massimi sistemi. Fu in quel periodo (scrivo come se si trattasse del Pleistocene, invece son cose di due mesi fa) che “vidi” per la prima volta un blog. E-blog, si chiama, il blog di E-Radio. Lo tiene un tipo strano, simpatico e perennemente stonato da musica e canne in parti uguali; non so come si chiama, ad essere sincero. Lui si presenta come EmmeBi, e dice che questo sta per MasterBlog. Mah.
    Non starò a dilungarmi su cos’è un blog, Red. Se, dopo la prima e-mail che ti ho spedito, hai letto la mia storia, allora ti sei trovata di fronte ad un suo esempio, mediocre, temo. Ma questo non importa.
    Insomma, Red, non so bene come dirtelo. La storia è finita.
    A rileggerla, non è certo una grande storia, una di quelle che, messe nero su bianco o per immagini, ti prendono al cuore ed allo stomaco e non ti lasciano più, di quelle che i francesi chiamano “marquant”, notevoli, avvincenti. No, so che non è di quel genere. E’ la storia di un omino qualunque, sostenuto soltanto da un sentire enorme che non lo lascia indifferente di fronte alle cose.
    Sì, Red, questo è quello che sono. Un omino qualunque. E la mia storia riflette quello che sono. Mi piacerebbe, non sai quanto, poterti raccontare una storia grande, non so, un’epopea come quella di Gilgamesh, che ha dentro il valore dell’amicizia, il significato della morte, la ricerca della vita eterna. Invece, ti sei dovuta sorbire una brutta copia del viaggio di Mastorna, con la sua incompiutezza, e quel dire tutto e allo stesso tempo niente che sono così vicini al mio carattere ma che sono anche, lo ammetto, insopportabili.
    Lavoro ancora a E-Radio. Prendo qualche sterlina in più rispetto alle dieci della prima settimana, ne spendo sempre troppe da Tom’s End, quando bevo più di tre pinte mi prende quell’umore buio e malinconico che i giapponesi chiamano “kurai”, non sento molta nostalgia di casa. E adesso sono in vacanza; qui, sull’isola di Skye, dove passo il tempo a camminare sulla spiaggia, a pestare tasti dentro un Internet Cafè. E ad aspettarti.