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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    29/02/2004

    Scrivi come mangi

    Filed under: — JE6 @ 21:45

    un conto è quello che uno pensa e scrive un altro è quello che uno è“, afferma il Fratello Spiritum.
    Per quanto vale la mia opinione, non è così, a meno che lo scrittore si cimenti nella fiction.
    Da queste parti, intendo dire in larghissimi settori della blogpalla, la gente tende a scrivere di se stessa, dei fatti suoi, delle proprie idee e sensazioni, delle cose che gli accadono. Messa così, c’è poco da discutere: siamo ciò che scriviamo, e scriviamo ciò che siamo. Punto.
    Dopo di che, rispetto e tolleranza son cose che nemmeno devono essere discusse, e che acquistano ancora maggior valore se esercitate nei confronti di chi, per mero esibizionismo o per un berlusconiano sentirsi unti dal signore dei blog, sembrerebbe meno meritevole di esserne beneficiario.
    Come ho già scritto in merito, questo è un atteggiamento di compassione egoistica: ciò che è accaduto a te, potrebbe accadere anche a me. E quindi, anche se della tua sorte mi cala poco, mi interesso della mia.

    27/02/2004

    Tutto il mondo è paese

    Filed under: — JE6 @ 10:31

    Chi ha frequentato, per diletto o per mestiere, i blog della famiglia di Amethodos Hyle, sa che questi hanno chiuso i battenti “per miserie umane“.
    A costo di fare la figura del terzista buonista, riporto qui sotto un commento che ho lasciato a casa di Lorenza, orfana della famiglia.
    Sarebbe forse fin troppo facile fare dell’ironia in questo frangente, o scrivere cose del tipo “chi semina vento”, eccetera.
    Invece, anche a me dispiace ciò che è successo. Più in là, non mi sento di andare, perchè capisco sia il punto di vista di Mitì
    (capisco e condivido anche molto bene ora la loro voglia di fuggire dai deficienti. Ci vuole del tempo per digerire certe meschine “miserie umane”. Possono fare più male di quel che sembra, perché spaventano causa l’eccessivo, sovraeccitato, disequilibrato astio. Già il “mondo reale” è pieno di persone sgradevoli; trovarsele a fianco anche in un luogo che dovrebbe dare soprattutto serenità, è decisamente troppo – ndr), sia quello di Massimo e Sauerkirche (Posso però solo dire che in linea di principio non bisognerebbe MAI permettere che vinca la prepotenza. Di nessuno. E la tecnologia permette la perfetta identificazione di chi lascia messaggi, oltre alla possibilità di escludere (“bannare”) definitivamente chi fa del soppruso una propria regola di condotta. In questo senso, mi permetto di dissentire dalla scelta fatta – ndr). Mi auguro di poterli rileggere, ecco. E mi auguro che questo avvenga presto.
    Avanti, compadres, rimettete mano alla tastiera.

    Update. Mi secca, ma forse è bene che io usi pezzi di una mia mail privata per fare una precisazione, nella vana speranza che la toppa non sia peggiore del buco: non mi commuovo per la famiglia Traina; non mi vergogno, invece, di solidarizzare perchè, per quanto insulsi ed insopportabili siano Traina ed i suoi sodali, sono blogger come me. Mi pare che non ci sia bisogno di tirare in ballo Voltaire o chi diavolo era, per una solidarietà che, a ben vedere, è mossa dall’egoismo e non dalla compassione.

    Molto onorato

    Filed under: — JE6 @ 09:09

    The Oxford English Dictionary defines intellectualism as the “doctrine that knowledge is wholly or mainly derived from pure reason” and it follows by saying that an intellectual is a “person possessing a good understanding, enlightened person”.
    Surely, therefore, this definition is the reason for your selection to be included in this prestigious publication which is due for release in late 2004: 2000 outstanding intellectuals of the 21st century.

    Gente, la mia giornata ha acquistato un senso.
    International Biographical Centre

    26/02/2004

    Non correre, pensa a noi

    Filed under: — JE6 @ 16:28

    Se corrono troppo veloci, è perchè son dopati come cavalli, se vanno troppo lenti li squalificano per scarso impegno.
    Ma allora, a che velocità deve andare un ciclista professionista per non aver rogne?
    Repubblica.it

    Il Gino

    Filed under: — JE6 @ 13:30

    Il Gino non è in grado di parlare italiano.
    Ci prova, si impegna, ma dopo quattro parole torna a O mia bela madunina. Se gli piazzi uno striscio col taglio a tenere, uno di quei colpi che lui proprio non sa fare, ti salta in testa che sembra Carlo Porta ubriaco.
    Non è un gran biliardista, il Gino. Eppure, è un’autorità, giù dalle parti dei tavoli. Sarà perchè ogni tanto si mette la giacca, sarà perchè arriva sempre in macchina – un’Alfa 33, ma almeno lui ce l’ha – o perchè ha una figlia laureata, sarà perchè nessuno l’ha mai visto senza il borsello, ma il Gino si distingue da tutti gli altri.
    Non dà confidenza ai giovani, anzi, li guarda con fastidio, perchè non sanno parlare e nemmeno capiscono il milanese, e poi han minga fa’ la guera; con lui, se non hai almeno quarant’anni o se non sai tirare il sette sponde e mettere giù almeno due birilli non giochi.
    Giù ai tavoli c’è sempre una cappa di fumo che fa lacrimare gli occhi, ed impregna i vestiti ed anche la pelle che poi chi le sente le mogli e le madri e le fidanzate, vaffanculo a loro, sì anche alla mamma.
    Però il Gino, anche dopo essere stato al tavolo per tre ore, quando indossa di nuovo la giacca ed imbraccia il borsello, profuma di Aqua Velva. Sarà per quello, che è un’autorità.

    25/02/2004

    Offellee…

    Filed under: — JE6 @ 15:54

    Un giorno o l’altro, noterete una lunga interruzione delle trasmissioni di Squonk.
    Sappiate che dipenderà dalla violenza fisica che mi verrà usata dal Fratello Spiritum, stufo di mettere a posto i danni provocati dai miei insensati interventi sul template. Oggi sto davvero battendo ogni record.

    Erudizione

    Filed under: — JE6 @ 15:49

    Magari vi può servire per fare la Settimana Enigmistica: ATOGM.
    Oh, a costo di sembrare un maniaco, Daily Grind è un gran blog. Sul serio.

    R.I.P.

    Filed under: — JE6 @ 10:18

    Credo che capiti a tutti di dire o pensare “ma tu guarda che morte stupida, che modo idiota di lasciarci le penne”.
    E’ esattamente quello che ho pensato leggendo di questa donna tedesca che si è schiantata contro un gatto delle nevi, una cosa a metà tra un cartone dei Looney Tunes ed il Secondo Tragico Fantozzi.
    E poi, mi sono vergognato un po’.

    24/02/2004

    22 (ma nel secolo scorso)

    Filed under: — JE6 @ 17:28

    Non so se rallegrarmi od inquietarmi per certe coincidenze.
    Mi rallegro, via.

    Cadaveri (quasi) eccellenti

    Filed under: — JE6 @ 13:26

    Tempo di riordini e pulizie, in casa Squonk (quella di mattoni, dico).
    E così, si mette mano alla zona musicassette, oggetti ormai usciti dall’uso comune, che a centinaia affollano ripiani e contenitori per meri motivi affettivi.
    Mi sono passate fra le mani e sotto gli occhi centinaia di ore di ascolti improbabili, per le quali ho provato una irrefrenabile nostalgia ma che, a causa dell’occhiuta vigilanza di mia moglie, trovano ora residenza in uno scatolone di cartone che andrà a far polvere in cantina.
    E mi sono ricordato di quando, grazie a Giò Giò (i milanesi trentenni sanno di cosa parlo), registravo i Communards, i Silencers, Robert Cray, Tanita Tikaram, Salif Keita, gli Hothouse Flowers, Jorma Kaukonen, i Black Crowes, i Blue Aeroplanes.
    Mi dicono che fosse il Pleistocene, o giù di lì.