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    24/02/2004

    Cadaveri (quasi) eccellenti

    Filed under: — JE6 @ 13:26

    Tempo di riordini e pulizie, in casa Squonk (quella di mattoni, dico).
    E così, si mette mano alla zona musicassette, oggetti ormai usciti dall’uso comune, che a centinaia affollano ripiani e contenitori per meri motivi affettivi.
    Mi sono passate fra le mani e sotto gli occhi centinaia di ore di ascolti improbabili, per le quali ho provato una irrefrenabile nostalgia ma che, a causa dell’occhiuta vigilanza di mia moglie, trovano ora residenza in uno scatolone di cartone che andrà a far polvere in cantina.
    E mi sono ricordato di quando, grazie a Giò Giò (i milanesi trentenni sanno di cosa parlo), registravo i Communards, i Silencers, Robert Cray, Tanita Tikaram, Salif Keita, gli Hothouse Flowers, Jorma Kaukonen, i Black Crowes, i Blue Aeroplanes.
    Mi dicono che fosse il Pleistocene, o giù di lì.

    7 Responses to “Cadaveri (quasi) eccellenti”

    1. jorma Says:

      Modernariato?
      Stavo riordinando gli HD e con un po’ di nostalgia mi sono reso conto che il mio HD da 20Gb solo di mp3 e’ orami strapieno grazie a Fastweb (I Milanesi di ogni eta’ sanno di cosa parlo). Saranno anche i 10 dischi dei Genesis che il Sir mi ha consigliato di scaricare?

    2. sphera Says:

      Potrebbe proporgli uno scambio: i suoi mp3 dei Genesis in cambio delle relative cassette (le ha di certo quelle cassette, no?)

    3. jorma Says:

      Penso che il Sir non abbandoni delle preziose (sentimentalmente) cassette per una banalissima serie di zero e uno….

    4. Says:

      sir squonk, anche lei perdeva tempo da giò giò? era quello in via broletto? se lo ricorda il metallaro al banco?

    5. jorma Says:

      Carramba! Il metallaro al banco era il signor Effe!

    6. Squonk Says:

      E chi se lo scorda il metallaro? Posso sbagliarmi, ma dev’essere stato grazie a lui che ho incontrato uno dei più bei dischi che ho avuto la fortuna di ascoltare: “Scarecrow” di John Mellencamp. Bei tempi, caro Confuso.

    7. Effe Says:

      Io non ero al banco. Stavo nel retro (e comunque, Sir, lei è uno di quelli del Nastrone, l’ho capito, sa?)

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