< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"

    "Post sotto l'albero 2010"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Scarica "Post sotto l'albero 2010 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2010 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • Due gradi, forse
  • Sulla strada
  • Di foreste e città
  • Sotto la radio
  • Parlare da soli
  • Ciò che non è vietato
  • Gone Shootin’
  • “Sono vivi ma tu non lo senti”
  • Ben bene
  • Io e il generale (di domande, risposte, presenze e assenze)
  • April 2004
    M T W T F S S
     1234
    567891011
    12131415161718
    19202122232425
    2627282930  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    08/04/2004

    Alla fin della fiera

    Filed under: — JE6 @ 15:58

    Mi piacciono, le fiere.
    Ne ho fatte tante, da visitatore, da “operatore ” (un visitatore con la maiuscola), da espositore. Lo standista no, ma insomma, sapete quella storia del phisique du role.
    Mi piace vedere nascere queste piccole e costosissime città, mi piace guardare i TIR che entrano nei padiglioni vuoti e vomitano ogni genere di materiale, mi piace osservare i middlemanager sudati ed affranti dopo sei ore di educazione tecnica, mi piace contare le lattine di birra svuotate dagli specializzati olandesi che girano l’Europa montando e smontando e rimontando e rismontando lo stesso stand da ottanta metri quadrati, mi piace seguire con lo sguardo il visitatore compulsivo che gira la fiera armato di un carrello per la spesa, di quelli che usano le sessantenni non a-la-page, mi piace inventare piccole storie che dovrebbero mostrare il mio interesse per l’offerta di una certa azienda mentre il gadget che farà contenta mia figlia finisce nella borsa che non è mai troppo capiente, mi piace incontrare le stesse persone ad un anno di distanza, mi piace l’atmosfera stanca e felice dell’ultimo giorno, mi piace ritornare nel padiglione e vedere che il lusso trova riposo dentro quattro assi polverose e scheggiate, fino al prossimo show.
    Ero già pronto a cliccare su “Publish”, quando mi è passata davanti agli occhi l’immagine di una fiera di blogger, ciascuno con il suo stand, l’abito bello, il tailleur appena sopra il ginocchio, la cravatta ton-sur-ton. Ci si dovrà pensare, un giorno o l’altro.

    Di figli e dolori

    Filed under: — JE6 @ 09:50

    Io non so cosa può provare un genitore che perde un figlio.
    Posso tentare di immaginarlo, pensando a come mi sentirei, e a cosa farei, se mi trovassi in quella situazione.
    Non posso escludere nulla, perchè il dolore cambia le persone, le prende e le sconcia a suo piacimento. Ma non credo che starei di fronte alle telecamere, a rispondere tranquillo a chi mi chiedesse di raccontare la morte violenta ed atroce di una bambina (la mia bambina), con i medici impegnati nell’autopsia.
    Repubblica.it