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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    29/04/2004

    Sostanze

    Filed under: — JE6 @ 13:08

    Sfogliando un vocabolario, mi capita sotto gli occhi “somatostatina“.
    Ve la ricordate? La cura Di Bella, i politici che dicevano “deve essere fornita gratuitamente agli ammalati”, i medici che rispondevano “è una bufala”, le sperimentazioni, i protocolli, le file davanti alla casa di questo anziano dottore preso di peso da un libro di fiabe.
    Mi chiedo che fine ha fatto tutto questo.

    19 Responses to “Sostanze”

    1. Effe Says:

      è morto (e sepolto), non lo sa?

    2. SignorinaSilvani Says:

      Da allora un sacco di morti, somatostatina o chemioterapia che fosse…(s’allontana ancheggiando malinconica)

    3. Squonk Says:

      Del professore, lo sapevo. Ma tutto il resto?

    4. marco Says:

      Ne avevo scritto qualcosa qui (http://www.montag.it/blog/archive/000171.html).

    5. tt Says:

      averlo boicottato, è una sconfitta per tutti. non perché sia convinta che la cura funzioni, -non lo so né ho mezzi per scoprirlo- ma perché in certi casi non bisognerebbe lasciare alcunché di intentato.

    6. chickcorea Says:

      Di che si stupisce, siamo un popolo di sconfitti.

    7. tt Says:

      parli per lei. dal mio punto di vista, c’è un sacco di gente che fa, oltre a quella che parla. epperfortuna, aggiungerei.

    8. hh Says:

      Sei un acquisto recente, sia pur come servitù di passaggio. Mi premeva dirtelo per rispetto verso la statistica e per ricordarti che ora hai anche il dovere di tenere i link puliti e in ordine. Saluti.

    9. Squonk Says:

      Eh?

    10. jorma Says:

      Sir chi e’ questo hh che la tratta come un cameriere?

    11. Gilgamesh Says:

      Potrebbe essere Hyeronimus Hinkel? Si, insomma il personaggio di Charlie Chaplin ne “Il Grande Dittatore”.
      Circa la somatostatina e la cura Di Bella, c’è da dire che forse il vecchio professore non aveva trovato una cura più efficace di quelle esistenti, ma era, prima di tutto, senz’altro in buona fede, e in secundis, trattava i suoi pazienti con umanità e non aveve tutti i torti nel dire che una cura devastante (peggiore del male come effetti sull’organismo, in molti casi) come la chemioterapia non può essere la risposta giusta alle neoplasie. E parlo avendo visto su persone care gli effetti di dette terapie. Ai pazienti di Di Bella almeno è stata lasciata la possibilità di morire con dignità, e in molti casi di sopravvivere più a lungo e con meno sofferenze di quelli trattati con chemio e radio.

    12. Runrig Says:

      avevo 15 anni. il fratello di mio padre stava morendo. lentamente, dolorosamente. ho messo piede per la prima volta in un tribunale. faceva caldo. aspettavamo il via libera. per quella cura. non è servito a nulla. ma quel che ha ci ha fatto piangere è stata l’attesa, la lunga attesa, per un pezzo di carta. uno stronzissimo pezzo di carta. forse ex post avrebbero dimostrato che quella cura non sortiva alcun effetto, forse i malati terminali non avrebbero sconfitto il cancro, forse. ma nemmeno con la chemio e le radiazioni si è sicuri di vivere. quella cura serviva più a chi stava intorno al malato. dava speranza. dava qualcosa a cui aggrapparsi. e tu te ne stai lì. a tentare l’intentato. a sperare che uno che si nutre di codici civili possa capire la tua sofferenza e tenderti la mano.

    13. Zu Says:

      Di questi argomenti avevano parlato con cognizione di causa per esperienza personale qui.

    14. Zu Says:

      Mi rendo conto che in questi commenti l’html non attacca. Ecco dunque l’url cui mi riferivo:
      http://www.blogoltre.it/ar_301102_151102.html#2002111701

    15. mitì Says:

      Proprio in quel periodo, ogni 20 gg accompagnavo mamma (cancro al seno) all’IST: 9 chemio di 8 ore l’una. Nella sala a fianco, tre signore che sperimentavano la cura Di Bella (ore di iniezioni flebo strane anche loro, indubbiamente meno dolorose). Nel frattempo in tv e sui giornali impazzava il dibattito: era diventata una cosa politica, Somatostatina di destra, chemio di sinistra. E i malati e i loro parenti lì, in mezzo, ad ascoltare. E a soffrire in maniera indicibile, nell’anima. Mamma è morta. Le signore della cura Di Bella anche. Mah.

    16. Squonk Says:

      Vi ammiro per la sobrietà con cui tirate fuori questi ricordi dolorosi. Lì per lì, quando ho scritto il post, non ho pensato a questo effetto collaterale. Mi dispiace, sappiatelo (e mi dispiace per i vostri cari, certo).

    17. Runrig Says:

      sai squonk, più che “sobrietà” è proprio incazzatura non ancora scemata del tutto. per scrivere di morte e di dolore devo proprio avere le dita che scottano. non è come mettersi davanti alla tele a guardare six feet under, che pur sempre di morte tratta. ci hanno preso per i fondelli. è per questo che la cosa non ci va giù.
      saluti.

    18. marco Says:

      I commenti di chi ha vissuto la discussione sul caso Di Bella a fianco di una persona cara malata mi convincono ancor di più che la vicenda è stata gestita nel peggior modo, dal ministero della Sanità ma anche da Di Bella, che per esempio diceva di avere 20.000 cartelle cliniche di pazienti, che sono un’enormità, che non ha *mai* tirato fuori in pubblico.
      Se Di Bella, invece di forzare la situazione spingendo la discussione ad uscire fuori dalla medicina e a invischiarsi nella politica, nei media e nei dolori dei pazienti e dei loro cari, avesse preso queste 20.000 cartelle (supposto che ci fossero davvero)e avesse fatto uno studio, l’avrebbe pubblicato all’istante su Lancet, che è il non plus ultra della letteratura medica, e il suo lavoro sarebbe stato discusso e studiato da tutto il mondo invece che solo dai politici italiani. In questo modo, si sarebbero cominciate sperimentazioni cliniche fatte bene, Di Bella magari andava dritto dritto al Nobel e saremmo stati tutti contenti.
      Capisco che si possano avere milioni di obiezioni contro il mondo della medicina, ma ha un suo modo di operare, con molti bachi senza un’ alternativa migliore, e se si vuole che una cura sia accettata bisogna passare per certe strade.
      So che la mia analisi è molto cinica se paragonata ai commenti di chi mi ha preceduto e che ha sofferto doppiamente per vedere una persona cara morire di tumore e sentire da tutte le parti che c’era *forse* una cura migliore il cui cammino era ostacolato da ragioni puramente strumentali.
      Secondo me quel che ho scritto diventa molto meno cinico se si prova a capire come le cose avrebbero potuto andare diversamente, concludendo che probabilmente Di Bella avrebbe dovuto accettare modalità di discussione della sua teoria più ortodosse e trasparenti.
      Di Bella, per esempio, oltre ad essere un medico curante era anche un ricercatore, ma se andate a vedere quanti articoli sull’uso clinico della somatostatina ha pubblicato, non ne trovate nemmeno uno.
      Perchè ?
      Non lo so, ma in questo modo si è sottratto alla discussione dei suoi risultati e si è garantito che il suo lavoro rimanesse sconosciuto in tutto il mondo, non solo in Italia. E’ normale che poi
      quando se ne è uscito più o meno dal nulla dicendo ‘Guardate che io ho una terapia nuova per il cancro’ la gente si è polarizzata tra chi lo credeva un santone e chi uno stregone, causando tra l’altro tutte le sofferenze aggiuntive e le frustrazioni che qui qualcuno ha vissuto in prima persona.
      Spero con questo di non avere colpito la sensibilità di chi mi ha preceduto nei commenti. Se l’ho fatto, me ne scuso.

    19. Piero Says:

      Beh… per gli sciocchi è solo morto e sepolto, per chi invece, prima di fare battute stupide, vuole documentarsi e magari, capire segnalo http://www.atsat.it, metododibella.org e luigidibella.it.

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