< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • Le voci dentro
  • Al lavoro
  • Il lockdown visto da Sarajevo
  • Dare i nomi alle cose
  • Nella bolla
  • L’altra zona
  • Questa era l’acqua
  • Di pietre e fiducia
  • Mustafa e mia mamma
  • Libri
  • August 2004
    M T W T F S S
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    3031  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    31/08/2004

    Te l’avevo detto, io

    Filed under: — JE6 @ 13:19

    Ieri sera sono andato alla Festa de l’Unità, per sentire Enrico Deaglio ricordare Enzo Baldoni.
    Tanta gente, per davvero. Mi sono seduto aspettando, ma non sapevo bene cosa. Un ricordo umano? Un racconto professionale? Storie di redazione, aneddoti sull’uomo, lacrime, risate? Non so, forse un po’ tutto questo.
    Ma poi, i dirigenti ds milanesi hanno fatto del loro peggio [1], con le loro tirate politiche, la freddezza e l’asetticità delle loro parole (memorabile Franco Mirabelli: “concordo pienamente con quanto ha dichiarato oggi il segretario del mio partito”, roba che Baldoni lo avrebbe fanculeggiato davanti a tutti, credo), e Deaglio ha esordito dicendo “Beh, io Baldoni lo conoscevo poco” e poi si è limitato a ripetere la ricostruzione dei fatti già pubblicata in ogni salsa.
    Quando il microfono è passato in mano ad una signora dall’aria di professoressa impegnata ma ormai in pensione, che ha cominciato a dire “tutto questo ci deve far pensare, ci dobbiamo ritirare dall’Iraq” e dal fondo le gridavano “voce!” e lei “scusate, è che non sono abituata”, ecco, lì ho capito che di Baldoni non avrei saputo nulla (e nulla avevo saputo fino a quel momento), che molta gente era in sala solo per sentirsi ripetere ancora una volta “via dall’Iraq”, che la serata era nata male e per non farla finire peggio avrei fatto meglio a spostarmi di cento metri e farmi un giro in libreria.
    In effetti, sono riuscito a trovare I quarantanove racconti a quattro euro, ed è stata la cosa migliore della serata.

    [1] Non che l’informazione aggiunga o tolga qualcosa alla cronaca, ma il sottoscritto vota DS – turandosi più o meno forte il naso – da quando ha il diritto di infilarsi nella gabina elettorale. E a volte, si chiede davvero il perchè.

    12 Responses to “Te l’avevo detto, io”

    1. chickcorea Says:

      anche io in genere ripiego su libri e ciddì…male che vada su un fumetto…

    2. Latifah Says:

      Nessuno mi potrà mai togliere dalla testa che Deaglio e tutta la redazione di Diario considerassero Baldoni un invasato rompicoglioni, che però gli poteva dare qualche reportage gratuito, e quindi ben venga… Lo so, sono cattiva, ma queste tue poche righe confermano la mia impressione, ecco.

    3. Emanuela Says:

      Che tristezza. Anch’io ogni volta che esco dal seggio mi faccio la stessa domanda… :o(

    4. Lotrovassi Says:

      Da sempre mi chiedo perchè vado d’accordo con tantissime persone che non votano come me (per intenderci: in più di vent’anni da elettore ho votato una sola volta DS: alle provinciali di giugno…). Credo sia l’abitudine di anteporre la sensibilità umana a quella politica. Cosa rara in questi come in altri tempi. Non ho trovato modo migliore per ricordare Enzo G. Baldoni che leggere i suoi blog.

    5. liver Says:

      Anch’io ogni volta che uscivo dal seggio mi facevo la stessa domanda… :o(
      Poi, a queste ultime europee, ho deciso di cambiare.
      Un po’ più a sinistra, un po’ più di coerenza.
      E ti assicuro che si sta molto meglio…

    6. ivan Says:

      Guarda che non cambiano. Smettila di turarti il naso e torna e respirare, a costo di astenerti. La stessa cosa vale per le feste dell’Unità: cosa pensavi di sentire in un loro “dibbbbattito”? Pensa a quello sulla giustizia a cui hanno invitato Pecorella, tanto per far vedere che son diventati pluralisti… Interlocutore magari Violante, tanto per rimanere sullo stesso livello. Hanno pure la faccia tosta di continuare a intitolare la festa a un giornale che non erano stati in grado di gestire e hanno dovuto chiudere. E che adesso li fa incazzare quando osa criticare il Gran Partito e, a proposito, le scelte per i famosi dibattiti alla Grande Festa Nazionale. E guarda caso è diventato leggibile e ora riesce a sopravvivere.
      Quanto a Deaglio, al suo giornale e alla sua redazione, concordo in pieno con Latifah. Sicuramene non consideravano Baldoni un “giornalista” nel senso che “loro”, sedicenti professionisti, danno al termine. A proposito, cfr il bel post di Riccardo Orioles su Macchianera.
      Ivan

    7. marco Says:

      Ma perchè i DS continuano a farsi e farci del male ?
      La pazienza delle gente ha un limite. Alle Europee mi sono rotto le scatole di gente che candidava Dotti e ho dato un voto risultato poi inutile, però non ne potevo proprio più.

    8. Guidguid Says:

      Mi sa che sono d’accordo con Latifah.
      Conoscendo Enzo mi immagino che abbia perseguito Deaglio per giorni fino ad ottenere un appuntamento, ma non sono certo che non abbia dovuto insistere per farsi dare l’accredito stampa necessario.

      Voglio dire, Deaglio ci avrà pure pensato un poco prima di darglielo sapendo a quale rischio si andava a sottoporre Enzo, no?

      Certo non tutti si faranno gli scrupoli del cugino della mia compagna, capo area (o come si chiama) della Cri di questa zona: due sue volontarie hanno chiesto di andare in Iraq. Da due mesi lui ha la risposta (positiva) della Cri di Roma in tasca e non gliela vuol dare per non rendersi corresponsabile di eventuali disgrazie. Che poi anche questo non so quanto sia giusto.

    9. burmashave Says:

      “Un posto pulito, illuminato bene”

    10. Squonk Says:

      Gente, in realtà non volevo parlare di politica. Volevo solo dire che speravo di sapere qualcosa della persona, del suo modo di fare e di lavorare, e mi sono ritrovato a sentire della gran fuffa in politichese ed una ricostruzione di fatti già letta e sentita. Tutto qui.
      Poi, se volete un’opinione, allora ci vado giù col qualunquismo: non sarebbe cambiato nulla in un altro ambiente. Dico, ve lo ricordate Gasparri dire di uno dei tre colleghi di Quattrocchi (non ricordo quale) “è uno dei nostri”? E allora, data questa premessa, rispondo a Ivan (e un po’ anche a Marco): continuo a turarmi il naso perchè li considero i meno peggio in circolazione. Magari mi sbaglio, magari no.

    11. reika Says:

      io voto verdi. hanno tutto quelloche desidero e cerco.
      alle feste dell’unita si fanno sempre ottimi affari in libri, io l’anno scorso ho trovato a un euro, e dico un euro siori e siore, paura di volare di erica jong, preso al volo!! mi faccio ungiro nel tuo blog in questa bella atmosfera con la tapparella di vimini e la luce della città che entra piano. reika

    12. spad Says:

      sui DS ti capisco.. io voto uguale.. ed ogni volta che sono in cabina me lo scrivo anche sulla mano, che uscito me ne dimentico già..

    Leave a Reply