< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • Le cose, come sono
  • Nostra Signora del Lavoro
  • Federalismi
  • Tornando
  • A casa
  • Le voci dentro
  • Al lavoro
  • Il lockdown visto da Sarajevo
  • Dare i nomi alle cose
  • Nella bolla
  • October 2004
    M T W T F S S
     123
    45678910
    11121314151617
    18192021222324
    25262728293031

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    29/10/2004

    Seduto in riva, a guardare cadaveri

    Filed under: — JE6 @ 09:42

    Ci sono presenze che, in qualche modo, ti accompagnano per tutta la vita, o almeno per gran parte di essa. Gente che, per quanto tu ti spinga indietro con la memoria, hai sempre trovato sulle pagine dei giornali. Gente con la quale puoi dire di essere cresciuto insieme, in fondo.
    Fidel Castro. I Beatles, insieme e nelle sue derivazioni Lennon e/o McCartney. Gianni Rivera. Arafat.
    Ti fai persino l’idea che sia gente a suo modo eterna, che ti vedrà andare nella fossa e sarà ancora lì al suo posto. Forse in qualche caso è addirittura vero, anche se ti pare che non vi sia sufficiente motivo e merito.
    E comunque, arriva il momento in cui realizzi che invece i giorni, o i minuti, sono contati, che la parabola è arrivata alla fine, che la luce si sta spegnendo. E ti senti come uno che sta seduto sulla riva del fiume, e vede passare cadaveri. Amici e nemici.
    Repubblica.it

    7 Responses to “Seduto in riva, a guardare cadaveri”

    1. tt Says:

      sono sempre stata convinta che mi sopravviverà Andreotti.

    2. Anonymous Says:

      Non è che sta gufando, vero?

    3. severine Says:

      scusi, ero io (da computer espropriato a una collega)

    4. Squonk Says:

      Ma no, cosa le viene in mente? E poi, prima o poi tutti scorreremo lungo il fiume, gonfiati da acqua e aria ingurgitati mentre affogavamo. E ci sarà qualcuno – Andreotti, magari – seduto sulla riva a guardarci.

    5. lub Says:

      il mondo cambia (in peggio) inesorabilamente…(tranne andreotti, of course) 😉

    6. ThePetunias Says:

      Gli si voleva (ops, vuole) bene, poi.
      Ciccio.

    7. Rachele Says:

      A volte non si riesce a volergli bene neppure dopo…

      [comunque anche io sono convinta che Andreotti mi seppellirà…]

    Leave a Reply