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    24/11/2004

    L’abito e il monaco

    Filed under: — JE6 @ 08:07

    Ieri ascoltavo l’intervento del direttore marketing di una famosa azienda di abbigliamento maschile. Parlava dei clienti di questa azienda, una di quelle che tutti conoscono ma che non tutti si possono permettere, nè in Italia nè negli altri cinquantanove paesi del mondo dove ha almeno un punto vendita.
    Parlava dell’ordine medio annuo di questi clienti (diecimila euro), parlava dei clienti “top” (fino a trecentomila euro di acquisti all’anno), parlava di come questi signori devono essere curati con la massima attenzione (e ti credo).
    Tornando a casa, pensavo a chi può spendere ogni giorno che Dio manda in terra ottocentoventidue euro in vestiti, che vita fa, che gusti ha, che libri legge, che musica ascolta, se mangia soltanto caviale e beve soltanto champagne, se va in bagno e lì fa le stesse cose che faccio io. Le risposte a queste domande retoriche credo di conoscerle, ma ogni tanto è bello crogiolarsi nella propria autocommiserazione.

    5 Responses to “L’abito e il monaco”

    1. Gilgamesh Says:

      Sir, è una riflessione interessante. Il rovescio della medaglia, o meglio l’estremo opposto di questa sorta di piramide, è la gran massa di persone, e non solo nei cosiddetti paesi sottosviluppati, che stenta a mettere insieme il pranzo con la cena.

      Chi teorizzò la fine della storia, dicendo che oggi non v’è altra forma di governo possibile che la democrazia nè altro modello di sviluppo economico che il capitalismo, non tenne conto del fatto che la storia è davvero fatta di corsi e ricorsi, apparentemente oscilla come un pendolo, in realtà procede a cicli, apparentemente simili, ma sempre un po’ diversi. La storia non si ripete, chiosò una volta John Graves, sono gli storici che si ripetono.

      Con tutto ciò, Senilità Confusa, dal suo osservatorio privilegiato nel 2054, potrà forse raccontarci delle grandi guerre delle multinazionali del 2020, e degli stravolgimenti causati dalle rivolte antiglobalizzazione nel Sud del mondo.
      Sempre che si ricordi, novello Quellen.

    2. sphera Says:

      Magari di vestiti ne comprano così tanti per ché li regalano ai poverelli.
      O magari perché sono distratti e li bucano sempre con il bracino della sigaretta, come il mio papà.

    3. Effe Says:

      (il padre spherico è un mio mito personale, dopo il trasloco.)
      Sir, certa gente in bagno non ci va, ci manda gli altri per proprio conto, non sapeva?
      Suo Oscuro Travet

    4. MassimoSdC Says:

      E che cos’è questa, Sir: un’autocomMISERIAzione?

    5. Linda Says:

      Nei bisogni primari sono uguali a tutti gli altri. Sono quelli secondari che fanno la differenza. E quanti ne hanno poi…

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