< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • Tornando
  • A casa
  • Le voci dentro
  • Al lavoro
  • Il lockdown visto da Sarajevo
  • Dare i nomi alle cose
  • Nella bolla
  • L’altra zona
  • Questa era l’acqua
  • Di pietre e fiducia
  • December 2004
    M T W T F S S
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    2728293031  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    28/12/2004

    Sparate sul titolista

    Filed under: — JE6 @ 14:01

    In questo momento, l’home page di Repubblica ha un titolo che recita “Andreotti, dalla Cassazione assoluzione piena”.
    Diciamo che il lettore frettoloso salta l’occhiello, e segue il link, che lo porta qui, a leggere già nel titolo “Andreotti, Cassazione conferma prescrizione e assoluzione”. A quel punto, anche senza leggere le successive cinque righe di agenzia, forse anche il lettore frettoloso si chiederà “Ma come, non era mica piena questa assoluzione?”

    5 Responses to “Sparate sul titolista”

    1. lotrovassi Says:

      Il problema è complesso: 1) per i reati più gravi, non c’è prescrizione (il reato di omicidio, ad esempio). Ne consegue che, se non si procede per “avvenuta prescrizione”, significa che i fatti imputati non costituiscono fattispecie di particolare gravità per l’ordinamento giuridico; 2) la sentenza che accerta l’avvenuta prescrizione si limita a verificare il decorso del tempo dai fatti, senza entrare nel merito, senza stabilire, cioè, se vi sia la colpevolezza dell’imputato (che è l’elemento fondamentale del procedimento penale). Non si può, quindi, parlare nè di assoluzione nè di “condanna implicita”, ma solo di conclusione della vicenda giudiziaria. Restano aperte le considerazioni morali e storiche, comunque prive del supporto della verifica giudiziale dell’inchiesta (spiegare tutto questo a un titolista credo sia impresa grama).

    2. Squonk Says:

      Avvocato, non ho sotto mano il dispositivo della sentenza di secondo grado, quindi non prendo posizione.
      Ricordo però quanto è avvenuto nel caso Berlusconi: la corte ha valutato i fatti, ha ritenuto l’imputato colpevole, ha concesso le circostanze attenuanti, queste hanno ridotto i termini di prescrizione, il reato è stato prescritto. Fuor dal legalese, posso dire che Berlusconi è stato “condannato e graziato”, proprio perchè la corte lo ha ritenuto responsabile, ma i fatti risalgono al Pleistocene anteriore, e quindi scatta la prescrizione.
      Ecco, se questo si è verificato anche nel processo Andreotti, allora il titolo di Repubblica è sbagliato nel merito, oltre che nella forma.

    3. Luca Says:

      “ha ritenuto l’imputato colpevole” puoi averlo letto solo in un articolo di Curzio Maltese. Ciò che la corte ritiene di colpevolezza e innocenza sta nella sentenza. Il titolo di Repubblica è sbagliato perché allude al fatto che ci possa essere un’assoluzione non piena. Tutte le assoluzioni sono piene. E la prescrizione non è un’assoluzione né una condanna, è un non giudizio. E per la presunzione di innocenza, corrisponde a un niente di niente. Andreotti è innocente – per i tribunali – pienamente come qulsiasi altro innocente, come te e me. E come Berlusconi in quella fattispecie. Dolente. Ciao, L.

    4. lotrovassi Says:

      Yes. E’ lo stesso che nel caso Berlusconi (dove non c’è stato alcun approfondimento nel merito, neppure per l’applicazione delle attenuanti).

    5. Squonk Says:

      Scusate, ma vorrei fare un filo di chiarezza, per quanto possibile.
      Il caso Andreotti lo conosco pochino, e ammetto che il post non è equilibrato, se non altro perchè alle spalle non c’è approfondimento del dispositivo della sentenza (ma non c’è nemmeno Maltese, se la cosa ti può interessare, Luca).
      Quanto al caso Berlusconi, cito testualmente dalla sentenza: “Limitatamente al bonifico in data 06-07 marzo 1991 perché, qualificato il fatto per l’imputato come violazione degli articoli 319 e 321 C.P. e riconosciute le circostanze attenuanti generiche, lo stesso è estinto per intervenuta prescrizione”. A casa mia, questo significa essere entrati nel merito, e solo dopo aver fatto questo sono state concesse le attenuanti, che hanno poi portato alla prescrizione.
      Ripeto: se (SE) la stessa cosa è avvenuta per Andreotti, il titolo di Repubblica, e in generale l’interpretazione secondo la quale Andreotti è stato pienamente assolto, è sbagliato. Se invece la prescrizione – per motivi che al non competente sfuggono, ma che possono certamente esistere – è venuta in essere senza analisi nel merito ma solo perchè il fatto risaliva a venticinque anni fa e il reato in questione non è di quelli considerati particolarmente gravi, allora rettifico e chiedo scusa.
      Un’ultima precisazione: da cittadino, mi auguro sempre, in ogni momento, di essere (ed esser stato) governato da persone oneste. Con idee politiche magari agli antipodi, rispetto alle mie, ma oneste: insomma, non mi auguro la condanna di nessuno, se non di chi ha commesso un reato. Punto.

    Leave a Reply