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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    09/02/2005

    A me un vocabolario, please

    Filed under: — JE6 @ 09:15

    Riprendo un aspetto di alcune polemicuzze che hanno infestato la blogosfera negli ultimi tempi (e che, non senza qualche ragione, provocano repentini assopimenti): le parole che si usano, il vocabolario che viene impiegato.
    D’accordo, ogni campo dello scibile umano ha il suo gergo: ieri sera, l’amabile conversazione fatta con un altro sciagurato che si occupa di marketing è stata per lungo tempo infarcita di inbound, planning e body rental; poi, grazie a Dio, si è aggregata una fotografa del fango, e abbiamo smesso di parlare come alieni (a dire il vero, abbiamo semplicemente cambiato lingua, finendo per usare quella informatico-bloggistica). Quindi, il sottoscritto – probabilmente – predica bene e razzola male.
    Sarà per questo che il sottoscritto di cui sopra – ossimoro – ha deciso di sottoporsi ad una cura di Moretti (le parole sono importanti) e Carver (niente trucchi, per favore): per impedirsi di parlare, chessò, di io-scrivente e io-leggente senza nemmeno accorgersene.