Il compagno Antonio
Sarà che mi sono laureato con una tesi sulla comunicazione dei partiti politici (e un giorno racconterò dei miei ricordi del 1992, quando giravo per sedi e convegni in cerca di materiale e mi capitava magari di essere l’unico, in una sala gremita da qualche centinaio di persone, a non tirare fuori cinquemila lire per comprare un garofano rosso; sul palco vi lascio immaginare chi c’era), ma questo dibattito lanciato da Luca De Biase sulle 5 cose che un politico dovrebbe sapere se vuole parlare con i blogger mi pare mille volte più interessante delle asfittiche discussioni sull’io-scrittore nelle quali io stesso mi infilo, pentendomi solo pochi minuti dopo.
L’aspetto più interessante dei molti suggerimenti che ho letto in giro mi pare questo: i blogger parlano all’ipotetico uomo politico da pari a pari, vorrei dire da blogger a blogger. Senza sussiego, senza disprezzo, senza condiscendenza. Danno consigli che trovano fondamento nella loro esperienza quotidiana, come se parlassero (e così è, in effetti) al classico neofita che, dopo aver girovagato un paio di giorni su Splinder, prende il coraggio a due mani e scrive alla blogstar in cerca di aiuti. Le riflessioni fatte, i consigli dati potrebbero valere per qualunque applicazione dello strumento blog diversa dal “parlo un po’ degli affari miei”.
Ora, pensierini annessi e connessi se ne potrebbero fare a bizzeffe, e li faremo, in un prossimo futuro. Oggi mi soffermo solo su un piccolo ma non trascurabile aspetto: tutto questo sapere, quello che trovate linkato qui sotto, può trovare uno sbocco concreto e positivo se viene soddisfatta una condizione di partenza, e cioè che il neofita – nel caso specifico, il politico – sia, per così dire, “blogger nell’animo”. Il resto è tecnica, applicazione. Ma inutile se la persona fisica che mette le mani sulla tastiera non ha il desiderio di parlare e ascoltare, di scrivere e leggere.
Per la cronaca, questa è l’impressione che mi ha fatto Antonio Palmieri, di cui ha scritto Webgol qualche giorno fa, e che ho avuto modo di incontrare l’altroieri: credo che leggerà queste righe, e credo che si farà una risata nel leggersi definito compagno Antonio. Compagno, sì: solo un attacco improvviso di Parkinson mi potrebbe spingere a mettere la X sul simbolo di Forza Italia, ma Palmieri è un potenziale compagno di strada. Blogger nell’animo, insomma. Magari lui non lo sa, ma è così.
Webgol, Manteblog, Maestrini 1, Maestrini 2, GuruGranieri, Beppe Caravita , Montag