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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    31/03/2006

    Gruesse aus Starnberger See – 4. A sensitive question

    Filed under: — JE6 @ 00:19

    Siamo a metà del primo, quando il collega inglese, con lo stile che solo i sudditi della perfida Albione sanno avere, appoggia il cucchiaio e dice “I have a quite sensitive question for you Italians – what about your Prime Minister?” – e a te viene da consigliargli di guardare bene che cos’ha nel piatto, hai visto mai che il cuoco sia un cinese, ma poi sopravviene la carità di patria, e allora.

    Gruesse aus Starnberger See – 3. Visto uno, visti tutti

    Filed under: — JE6 @ 00:16

    E’ la prima reazione, di fronte ad uno dei laghi della Baviera. Sono davvero tutti uguali. Eppure, passeggiarci intorno, con i cigni che ti guardano perplessi, la pioggia che cade leggera, le cupole delle chiese tonde e lucide, mi mette sempre di quell’umore malinconico che – per dieci minuti al giorno – mi piace tanto.

    Gruesse aus Starnberger See – 2. Nuovi messaggi

    Filed under: — JE6 @ 00:13

    Io vorrei conoscere i meccanismi che regolano l’invio degli sms quando si entra in un paese straniero. Tre a Chiasso. Tre – identici – dalle parti di San Gallo. Tre non appena entrato in Austria. Gli stessi tre (che mi dicono “Benvenuto in Austria”) non appena entrato in Germania. Quattro – melius abundare eccetera – appena arrivato in Germania. Mamma TIM non mi abbandona mai.

    Gruesse aus Starnberger See – 1. Le caprette ti fanno ciao

    Filed under: — JE6 @ 00:09

    Non avevo ancora bevuto nulla, quindi non potevo avere allucinazioni alcooliche da eccesso di weissbier. Giuro che sono passato da Heididorf. Non ho visto caprette da salutare con la manina, però.

    30/03/2006

    Luxuria delle libertà

    Filed under: — JE6 @ 09:12

    Ieri sera, mentre guardavo affascinato il circo Barnum di casi umani che popolava Otto e mezzo, la persona corta che abita in casa mia mi ha imposto di cambiare canale, sostenendo che Marcello Pera porta il lucidalabbra. Il che, per un difensore delle radici giudaico-cristiane della nostra civiltà, risulterebbe essere – qualora verificato – un azzardo francamente esagerato.

    29/03/2006

    Happy Uhr

    Filed under: — JE6 @ 12:14

    Ci fosse qualche blogger dalle parti dello Starnberger See venerdì verso le 17, ci si potrebbe fare una weissbier insieme. Fate sapere, fate.

    E quindi, perderemo le elezioni

    Filed under: — JE6 @ 08:33

    Fatte le debitissime proporzioni, sento di somigliare ogni giorno di più a Serra, a Moretti, a quella particolare forma di sinistra benpensante, seriosa e moralista che dice la cosa giusta, si incaponisce in inutili discussioni su borse e giovani donne, e perde le elezioni. E non ho ancora quarant’anni, pensa te.

    28/03/2006

    Cannibali

    Filed under: — JE6 @ 15:39

    Prima il PresDelCons che dice che in Cina si bollivano i bambini (strano, con quella carne tenera – sarebbe bastato scottarli sulla griglia, come una fiorentina), poi il MinDellEcon che dice che la Cina ci sta mangiando vivi. Quando si dice la fame dei paesi in via di sviluppo, insomma.
    Corriere.it

    In salvezza delle unghie

    Filed under: — JE6 @ 13:10

    [Laura, le unghie ben tenute sono un must; e io non voglio sentirmi responsabile del loro deterioramento]
    Allora, ottimizzando tempo e risorse, riciclo con minimi adeguamenti una mail che forse fa capire come la penso sul blog-con-allegato-un-giornale. Con alcune delle autrici il discorso è andato avanti, ma il punto di partenza era questo.

    Sapete qual è il problema (per me)? E’ che voi non siete così come apparite (o come vi fanno apparire, con un certo grado di vostro consenso). E’ questo che disturba i seriosi come me, nel leggere la fatuità ostentata di Grazia. Capisco tutto, sapete? La linea editoriale, le superiori esigenze del business, eccetera. Però, insomma. E’ ovvio che il problema è il giornale. Noi, che siamo dei presuntuosi radical-chic, ci trastulliamo con la bazzeccola del “blog-con-un-giornale-allegato”: ma è lampante che il blog è stato pensato, voluto per essere un veicolo che portasse persone (e quindi contatti pubblicitari) dal web verso la carta. Che non sia il contrario risulta altrettanto evidente dalla mancanza di spazi e investimenti pubblicitari sul blog stesso.
    Il fatto è che voi siete i veicoli di questa azione: legittima, ci mancherebbe altro. Fossi il direttore marketing di Grazia, probabilmente avrei fatto lo stesso ragionamento: cinque-sei contratti di collaborazione, investimento modesto, se mi dice culo (perdonate il francesismo) aumento la readership di qualche centinaio o migliaio di contatti, e mi sono ripagato il tutto in abbondanza.
    Ora, siamo gente di mondo, non ci scandalizziamo di (quasi) nulla. Però, santamadonna, il blog ve lo state giocando adesso: sia la “linea editoriale”, sia il vostro “vorrei-ma-non-posso”, sia quel che sia, noto con orrore che tendete pericolosamente a fare la figura delle sgallettate fashion-addicted, con una Birkin al posto del cervello. Posso metterla giù pesante? Fate scappare la voglia di conoscervi di persona. E, una volta fatto il danno, non so se e come lo si rimedia.
    Invece voi non siete così. Lo dicono le vostre mail, come lo dicono diversi vostri post nei vostri veri blog. Sapete cosa ci vorrebbe? Un po’ di sana malinconia, quella che provano tutti gli esseri umani dotati di sensibilità, come voi. Ma per quella, temo, non ci sarà spazio.

    A piedi nudi nel parcheggio

    Filed under: — JE6 @ 13:01

    Trovo meraviglioso che i barefooter(s) – detti anche gimnopodisti, insomma quelli che vanno in giro vestiti di tutto punto ma a piedi nudi – mettano tra le motivazioni della loro scelta il ritorno al contatto con la natura, e poi si trovino costretti, per ragioni oserei dire elementari, a portare “sempre con loro un kit d’emergenza nel quale tengono una pinzetta per le sopracciglia per estrarre eventuali intrusi e carta vetro per levigare lo strato di “cuoio” da impurità.”
    Repubblica.it