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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    07/04/2006

    Un terzo a zero

    Filed under: — JE6 @ 15:35

    Secondo quei bolscevichi de lavoce.info, “il programma della Casa delle libertà costa tra 36 e i 101 miliardi di euro all’anno, dunque tra due punti e mezzo e sette punti e mezzo di Pil. Quello dell’Unione costa tra i 20 e i 24 miliardi, tra 1,4 e 1,7 punti di Pil.” Fin qui, niente di male, anzi: più investimenti uguale maggiore sviluppo (se gli investimenti sono fatti bene). Ma i bolscevichi scrivono anche che “Al di là dei proclami sul recupero dell’evasione fiscale o sugli effetti della crescita, la Casa delle libertà non ha voluto fornire alcun dettaglio sulle presunte coperture. Il ministro Tremonti si è limitato a sostenere che le misure potranno essere coperte da un piano di massicce dismissioni di beni pubblici. L’alienazione di attività possedute dalla pubblica amministrazione può sì portare a un abbattimento del debito pubblico e conseguente riduzione della spesa per interessi, ma provoca allo stesso tempo una perdita di entrate da dividendi per l’erario e un aumento delle spese per riaffittare gli immobili eventualmente ceduti. In valore presente scontato, sotto ipotesi del tutto ragionevoli, il beneficio netto per i conti pubblici è negativo. Quindi si tratta di coperture inesistenti, se non negative. Anche se i tagli venissero messi in pratica, si trasformerebbero in tasse aggiuntive di altra natura, o in minori spese, per lo stesso importo.
    L’Unione ha proposto coperture per circa 7 miliardi di euro, fra aumento della tassazione delle rendite finanziarie, aumento dei contributi previdenziali degli autonomi e ripristino dell’imposta di successione sui patrimoni più alti. Dunque circa un terzo degli impegni dell’Unione è in qualche modo credibile
    “.
    Lavoce.info (via Paferrobyday)

    Il mondo è una convenzione

    Filed under: — JE6 @ 11:03

    A dimostrazione che il “mondo” è, spesso, una convenzione che tende a perdere di significato quanto più se ne ampliano i confini, constato che il microcosmo nel quale albergo non vive le elezioni con “notevole sensibilità e attesa (…) come una finale dei mondiali con l’Italia in finale“.
    Il mio microcosmo – che non pretendo di considerare rappresentativo se non di se stesso – guarda alle elezioni con disincanto e smarrimento: non farà mancare il suo contributo, e quindi si presenterà ai seggi con certificato elettorale e carta d’identità non scaduta per mettere una croce su uno dei mille simboli che gli si pareranno di fronte. Ma lo farà pensando alla caldaia da sostituire, alla riunione settimanale di marketing e vendite, al tagliando della macchina, alla febbre della figlia, al ponte del venticinque aprile. Il mio microcosmo legge il giornale un paio di volte la settimana, usa internet per l’home banking, di tanto in tanto viaggia, ha figli con meno di dieci anni, e non sa chi sia Ivan Scalfarotto.
    Wittgenstein

    Anche questa è Italia

    Filed under: — JE6 @ 09:48

    Ieri sera, assemblea condominiale. Avrei preferito spararmi a un piede, pur di non andare; e invece.
    30 presenti su 36, ed è andato tutto liscio: un amministratore bravo, con i conti a posto e capace di rispondere a tutte le domande; condomini attenti ma non incazzosi, che pensano al loro appartamento ma anche alle parti comuni. Tre punti dell’ordine del giorno su quattro approvati all’unanimità; il quarto, con una doppia votazione per trovare una soluzione che accontentasse il maggior numero possibile di votanti. Sono state persino concordate le spese di manutenzione straordinaria, in meno di un’ora. E io, entro la fine dell’anno, trasloco (si sa, noi di sinistra siamo masochisti).