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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    03/10/2006

    Gruesse aus Luzern – 3. Cordon bleu

    Filed under: — JE6 @ 18:22

    Non c’è niente da fare, si nasce piccoloborghesi e tali si cresce – e si muore, immagino. Così, entri nello splendido hotel sul lago dove ti è stato fissato l’appuntamento, con la tua eleganza italiana (no, non si gira nessuno a guardarti; ma la differenza c’è, eccome) e la tua simpatica cialtroneria latina. Ma quando ti siedi al tavolo, apri il menu e vedi i prezzi imbarazzantemente alti, anche se sai che sei ospite e non dovrai tirare fuori un franco che sia uno, ti rendi conto di non riuscire a dissimulare completamente lo smarrimento e la sensazione di inadeguatezza, e devi ricorrere ad un bicchiere di rosso per rimetterti alla pari del tuo commensale – non importa che questo sia una specie di oste bavarese, al quale manca solo il boccale da un litro nella mano destra per intonare uno yodel.

    Gruesse aus Luzern – 2. Walk on the wild side

    Filed under: — JE6 @ 18:06

    Gli svizzeri, se non ci fossero, bisognerebbe inventarli, si sa. Dove lo trovi un popolo che entra in una zona pedonale, e però si sente a disagio a restare in mezzo alla via e quindi cammina sui marciapiedi?

    Gruesse aus Luzern – 1. Cartoline

    Filed under: — JE6 @ 18:03

    Il fatto è che la Svizzera è una cartolina, costruita ad arte, con l’Ente del Turismo che impone i limiti a 80 all’ora in autostrada per farti vedere bene il panorama. E’ tutto messo al suo posto, le mucche, le pecore, le casette di Heidi, le tonalità del verde dei prati, le cascatelle. I fiori, i dipinti, le incisioni nel legno dei ponti di Lucerna, i cigni che si avvicinano ai giapponesi seduti in riva al lago a mangiare hamburger, il cimitero intorno ad una chiesa dal nome bizzarro e impronunciabile. Una cartolina, si diceva, ma di quelle senza la ragazza con le grandi tette che ti ammicca da una spiaggia improbabile (senti bella, me le fai usare come cuffia?). E come fai a prendere sul serio una cartolina così?