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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    16/10/2006

    Greetings from San Francisco – 3. The passing game

    Filed under: — JE6 @ 02:27

    Non ci sono molti posti dovrei vorrei vivere, o forse ce ne sono così tanti che ne ho perso il conto ed è come se non ce ne fosse nemmeno uno. Ma insomma, se dovessi scegliere, certo farei un pensierino a Marina, la via che dopo Fort Mason porta alla zona sabbiosa di Crissy Field e al Golden Gate, con le case vittoriane che guardano sul mare, il ponte rosso sulla sinistra, Alcatraz di fronte, e la serenità assoluta di chi vive bene e in pace con se stesso (d’altra parte, un trilocale viene via a un milione e mezzo di dollari, tanto male non stanno da queste parti).
    Quattro anni fa, la domenica qui era affollata di gente che giocava a football e soprattutto a baseball – tutto molto american style, forse perchè i Giants giocavano le World Series e i 49ers non erano ancora caduti nella polvere dalla quale non si sono più rialzati. Adesso, vedo tredici campetti disegnati col gesso, campetti di calcio – anzi, soccer, come si dice da queste parti. Centinaia di bambini, con le loro magliette e le scarpette e i genitori assiepati ai bordi del campo in piedi con le mani a megafono intorno alla bocca a gridare “C’m on Johnny” mentre i fratellini più piccoli stanno sdraiati sui plaid del picnic. Come i bambini di Milano, come i bambini di Valencia, come i bambini di qualunque posto del mondo, se ne fregano degli allenatori e dei loro consigli, e fanno quello che gli viene più naturale: giocano. Così, si precipitano in tre sul pallone, e lo mancano tutti e tre con i movimenti goffi dei seienni, e non si arrabbiano: si fermano per un attimo e poi ridono, che Dio li benedica. Sul campo a fianco il più bravo di tutti dribbla mezza squadra avversaria, poi arriva in area di rigore e si impappina, e l’allenatore-arbitro lo guarda e gli dice – a voce alta, che lo sentano tutti – Hey, this is a passing game, e mi sembra la frase più sensata di tutta la giornata.

    One Response to “Greetings from San Francisco – 3. The passing game”

    1. copiascolla Says:

      Lì a Valencia c’è Dave Eggers. Il mio Dèèèèèìììììvvvvvvv. Me lo saluti tanto, se lo vede. Ha un cane giallo e una moglie bionda.

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