< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • La prossima home page
  • Letter to you
  • Le cose, come sono
  • Nostra Signora del Lavoro
  • Federalismi
  • Tornando
  • A casa
  • Le voci dentro
  • Al lavoro
  • Il lockdown visto da Sarajevo
  • October 2006
    M T W T F S S
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    3031  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    31/10/2006

    Come Jessica Rabbit

    Filed under: — JE6 @ 11:19

    A me, Valentino Rossi non è mai stato simpatico. Una cosa di pelle, in primo luogo; e poi: è venuto dopo Biaggi, e a me Biaggi piaceva, e lui era più forte di Biaggi – insomma, ci siamo capiti.
    Leggendo questa intervista di Benedetto Ferrara all’ex campione del mondo, però, mi è apparso un Rossi diverso, un Rossi alla Jessica Rabbit: non sono così, ma mi disegnano così. Ho pensato che il problema non è Rossi, il problema sono i GuidiMeda, i LorisReggiani, i BenedettiFerrara che iniziano le interviste facendo i cantori dell’eroe [1], il problema siamo noi che diamo retta a questa gente che ha perso – se mai l’ha avuto – il senso della misura e rende insopportabile un grande campione nascondendolo dietro il fumo dell’incenso. Quando ho saputo che Rossi era caduto, ho sorriso: non per lui, che mi sembra davvero uno con il quale si potrebbe tranquillamente bere una birra [2] in un pub di Abingdon Road [3], ma pensando ai GuidiMeda, e alle loro improbabili costernazioni. Valentino, non è colpa tua, lo so.
    Repubblica.it

    [1] Per intenderci: “Ha occhi dolci e mani elettriche. L’angelo caduto in curva dice che la vita non è un fumetto, il destino non è di carta e allora può capitare che se ci sbatti contro rimbalzi e vai fuori, oltre quella pista che pensavi tua e solo tua per sempre”.
    [2] Non una Nastro Azzurro, però. Una London Pride, magari. Offro io, giuro.
    [3] Mi dicono che ha preso casa da quelle parti perchè lo conoscono in pochi e non gli rompono le scatole. Una via dove 50 metri quadri costano quasi mezzo milione di sterline. Magari la pinta me la offre lui.

    3 Responses to “Come Jessica Rabbit”

    1. grazitaly Says:

      A me esattamente il contrario, non mi è mai piaciuto Biaggi, ha fatto lo sbruffone per anni senza vincere nulla.
      Rossi è nella storia e l’ anno prossimo bastonerà ancora tutti.
      Questa è la differenza tra un campione ed un “mediocre”, e secondo me la voce “eroe” è adatta a Rossi, visto che in poche gare ha recuperato 56 punti ( cosa non facile ) ed ha perso il mondiale solo perchè ci sono delle stupide regole sui punteggi.
      Il recente campione del mondo ha vinto solo 2 gare (ndr).

    2. Squonk Says:

      Forse non ci siamo capiti: chissenefrega di Biaggi e di Rossi. Hai letto qui un confronto tra i due, o tra Rossi e Hayden, o tra Rossi e Pedrosa? No, perchè non si parla di quello. Rileggi, forse ce la fai a capire. In alternativa, puoi chiedere spiegazioni a Guido Meda.

    3. domenico Says:

      Io ricordo una vecchia intervista in cui candidamente diceva di essersi trasferito a Londra:
      a- perché i giornalisti gli rompono meno le tasche
      b- per motivi fiscali
      …e a me che pensavo che bisognava per forza portare la residenza a Montecarlo sta cosa aveva colpito. Così come il sapere che per le tasse è meglio vivere a Londra piuttosto che in Italia

    Leave a Reply