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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    30/01/2007

    Pardon?

    Filed under: — JE6 @ 17:51

    Da domani, il titolare qui si sposta per un paio di giorni nella ridente città di Leeds, West Yorkshire, luogo dove si parla uno dei peggiori inglesi rintracciabili sulla faccia della terra, dove il caffè fa rimpiangere di essere nati ma la birra (Tetney’s, se non ricordo male) merita la visita. Stay tuned.

    Acquari

    Filed under: — JE6 @ 15:37

    Forse dovevo arrivare ai quarant’anni per prendermi lo sfizio di pranzare in uno di quei carissimi acquari che stanno in Galleria Vittorio Emanuele, proprio sotto gli occhi e gli obiettivi dei turisti giapponesi che fotografano te e la vetrina di Louis Vuitton come se foste la stessa cosa, o la stessa persona.
    Discountmilano.com

    Dieci, per la precisione

    Filed under: — JE6 @ 08:09

    Stando alle dichiarazioni del proponente, professor Fabio Scaccia, le manifestazioni di interesse all’acquisto di Alitalia non sono undici bensì dieci – o magari la sua è l’unica di cui si dovrebbe tener conto, chissà.
    Repubblica.it

    29/01/2007

    Un cuore di panna per noi

    Filed under: — JE6 @ 14:44

    Questa mattina, fermo in coda in quel di Corso Casale a Torino, guardavo affascinato l’insegna del Circolo Edmondo de Amicis, società di mutuo soccorso d’ambo i sessi, trovandomi precipitato in un’epoca a me sconosciuta.

    28/01/2007

    Il danno e la beffa

    Filed under: — JE6 @ 14:15

    Uno delle centinaia di commenti di spam appena cancellati, inviatomi da certa Becki, recitava – non senza un’apprezzabile ironia: “You have so much spam in here.. (“.

    26/01/2007

    Comfortably numb

    Filed under: — JE6 @ 16:00

    Il grande pregio degli storici è quello, in fondo, di presentarti in tavola la pappa pronta. Hanno studiato, hanno scavato, hanno letto e confrontato, e il risultato dei loro sforzi sta lì: trecento anni in trecento pagine. Con un inizio e una fine, e una logica che lega gli eventi; azione, reazione, causa, effetto. E’ rassicurante, a ben vedere, come un film con John Wayne: capisci che cosa succede, così ti puoi permettere di schierarti, non importa se con gli indiani o con le giubbe blu.
    Invece, il quotidiano, l’hic et nunc è una specie di continua proiezione dei Soliti Sospetti, la pura rappresentazione della teoria del caos, di fronte alla quale lo spettatore (che, peraltro, del caos medesimo è anche protagonista) ha due possibilità: prendere fortemente posizione, sapendo di sbagliare perchè il-mondo-non-è-in-bianco-e-nero, oppure sforzarsi un po’ e poi alzare le mani ammettendo onestamente: ragazzi, non ci capisco un cazzo.
    Prendi le storie e i punti di vista raccontati in questo post di Petunias’: la descrizione dell’Attila della cultura italiana – quello che ha ucciso Eduardo de Filippo schiacciandogli la testa fra le tette di Tinì Cansino – che però è anche l’unico che paga gli stipendi e, udite udite, i contributi previdenziali. E la descrizione di coloro che la cultura la creano e la divulgano davvero ma ti affamano come neanche la Thatcher con i minatori. Insomma, come ne vieni fuori, se non tirandotene fuori? C’è un’altra soluzione?
    ThePetunias’

    Scampato pericolo

    Filed under: — JE6 @ 13:36

    Quest’uomo è un geniale [1], pericoloso pazzo. E io, una sera, ci ho pure cenato insieme.
    Zoro

    [1] Per intenderci, questa definizione di Ronaldo (un rifiuto riciclato raccolto in maniera indifferenziata) non è sublime?

    Flags of our… who?

    Filed under: — JE6 @ 12:02

    Ieri pomeriggio, nel parcheggio di un grande gruppo grafico della provincia reggiana, guardavo il grande cancello dal quale passano ogni giorno decine di tir e centinaia di automobili, tutti accolti da due pennoni sui quali sventolano la bandiera italiana e quella europea – e provavo a darmi ragione del mio stupore nel veder sventolare quei pezzi di stoffa, spettacolo comune nel più piccolo drugstore del più sperduto paesino dell’Iowa ma talmente raro da queste parti da essere appunto notato e citato come tale. Poi, siccome faceva freddo e tirava vento, ho lasciato le bandiere al loro destino (migliore del mio, credo, ma meno felice di quello della bandiera croata che ho trovato nella sala riunioni).

    25/01/2007

    L’oro piana

    Filed under: — JE6 @ 09:27

    Targhe alterne, blocchi della circolazione, Euro 5 dal 2009 ed Euro 6 un po’ più in là: tutto giusto e buono, ci mancherebbe. Però poi viene fuori che le emissioni del bestiame sono più dannose per il clima (se non altro per le loro quantità) di quelle delle automobili, e che bisognerebbe vestirsi di fibre sintetiche perchè così si consumerebbe meno acqua calda per il lavaggio dei capi e meno energia elettrica per stirarli: a proposito, ma voi vi vestireste solo con abiti usati, per fregiarvi del titolo di ecofriends?
    New York Times (registratevi, che è gratis)

    Chi offre di più?

    Filed under: — JE6 @ 08:47

    Mi rendo conto che si rischia di fare la figura degli incontentabili – e non è il caso: però questa lotta all’interno del governo a chi è più liberalizzatore e riformatore ha un che di surreale, a mio parere.
    Repubblica.it