< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • Le voci dentro
  • Al lavoro
  • Il lockdown visto da Sarajevo
  • Dare i nomi alle cose
  • Nella bolla
  • L’altra zona
  • Questa era l’acqua
  • Di pietre e fiducia
  • Mustafa e mia mamma
  • Libri
  • March 2007
    M T W T F S S
     1234
    567891011
    12131415161718
    19202122232425
    262728293031  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    27/03/2007

    Vuoi essere mio amico?

    Filed under: — JE6 @ 20:25

    Il termine “amico“, di questi tempi, è usato con una disinvoltura eccessiva e sconsiderata. Basta aver bevuto insieme un caffè una volta per definire o essere definiti “amici“. E siamo tutti (o quasi) talmente abituati all’andazzo che non ci facciamo più caso – e addirittura ci troviamo in difficoltà se dobbiamo trovare non dico un sinonimo, ma un termine che indichi una forma di conoscenza anche cordiale, ma che con l’amicizia non ha (non ancora, almeno) a che fare. Ciò nonostante, a volte capita di essere messi di fronte al quesito in modo talmente brutale da risvegliarci dal torpore dell’abitudine. Per dire, oggi mi sono arrivati tre inviti a Tagged. Che dicono: XXX has added you as a friend. Is XXX your friend? Please respond or XXX may think you said no 🙁
    Ora, lasciando perdere per un attimo l’orribile emoticon che chiude l’invito – e che riporto solo per necessità di cronaca – lo dico sul serio: non si fa così. No. Non c’è nemmeno bisogno di citare Moretti per ricordare che, cazzo, amico è una parola pesante. Non è giusto dover cliccare su “Yes” per non dispiacere e non è nemmeno giusto dover cliccare su “No” per mancanza di un’alternativa meno secca e manichea. E un sistema che, se clicchi il bottone sbagliato ti costringe a pietire attestazioni di amicizia a tutta la tua rubrica (già ipertrofica di suo, viste le brutte abitudini descritte più sopra) può essere definito solo come una cialtronata, quale che sia la sua “mission”. Forse non è vero che gli amici non sono solo quelli che si avevano all’età di dodici anni (e i tre inviti ricevuti, a scanso di equivoci, ne sono per me la riprova) – ma c’è modo e modo di farseli, e di farsi riconoscere come tali.

    Jurassic Post

    Filed under: — JE6 @ 12:34

    Poco fa ho sentito un ex monopolista annunciare l’introduzione di un nuovo servizio dedicato ai suoi grandi utenti. Un po’ meno costoso, sulla carta. E, sempre sulla carta, due volte più lento (o “meno performante“, fate un po’ voi) del servizio attuale. Il fascino della preistoria.