< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • La prossima home page
  • Letter to you
  • Le cose, come sono
  • Nostra Signora del Lavoro
  • Federalismi
  • Tornando
  • A casa
  • Le voci dentro
  • Al lavoro
  • Il lockdown visto da Sarajevo
  • May 2007
    M T W T F S S
     123456
    78910111213
    14151617181920
    21222324252627
    28293031  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    08/05/2007

    La città è sempre altrove

    Filed under: — JE6 @ 11:22

    Lettori, è online il numero 2 di Buran. C’è tanto da leggere: io ho fatto in tempo a dare una scorsa al sommario, e sono affascinato dal titolo che ho riportato in cima al post. Andate, su.
    Buran

    Quelli che cascano sempre in piedi

    Filed under: — JE6 @ 08:49

    L’amore è cieco, si sa. Ma qualche amore è più cieco degli altri. Sembra essere più facile ripudiare la moglie che va a letto con il collega d’ufficio che non l’idolo sportivo (per il quale il cuore ha battuto tanto quanto ha fatto per la moglie) che ha barato per vincere e guadagnarsi fama e denari, tradendo la genuina fiducia dei suoi sostenitori. Il panorama di oggi è davvero fantastico: Ivan Basso riceve tante lodi per essersi autodenunciato (non senza aver provato per quasi un anno a dribblare indagini e accuse) quante ne prese per aver vinto il Giro d’Italia, quando meriterebbe – lui come tutti gli altri, sia chiaro – un semplice “beh, almeno una cosa giusta l’hai fatta. E adesso, scusa, vaffanculo“.