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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    17/05/2007

    Greetings from Bratislava – 4. D&G sono passati di qui

    Filed under: — JE6 @ 14:56

    Si vede che da queste parti amano la vita all’aperto, anche a dispetto del clima che immagino essere rigido (e, in effetti, ieri sera dentro il bosco c’erano dieci gradi secchi): non sono pochi i bar che offrono una coperta a tutti gli avventori che decidono di bersi una pivo sedendosi ai tavolini nella zona pedonale – il migliore è un bar-ristorante vicino al Michael’s Gate, che ha delle coperte leopardate davvero glam.

    Greetings from Bratislava – 3. Trova l’intruso

    Filed under: — JE6 @ 14:55

    Hvar, il castello che domina la città, è magnifico: imponente, ben conservato, con i lampioni gialli, il prato all’inglese e una vista splendida sulle colline, sulla città e sul Danubio che da qui in alto sembra quello di Strauss e non quello che è veramente – un gran corso d’acqua trasparente come il piombo e fluido come il sangue di un ciclista sul Pordoi. La strada selciata che lo costeggia ti porta quasi dentro le case dei fortunati che abitano questa zona: mi fermo per qualche secondo ad ascoltare voci e a guardare dentro una grande vetrata che scopre un salone altrettanto grande, con i quadri e il tavolo in legno e la libreria e le poltrone – ma me ne vado in fretta, perché mi sembra di importunare quelle voci. Entro nel castello, e, davvero, è propro tutto bello, se non fosse che sulle mura che danno verso il fiume siamo in sette: tre coppie impegnate a esplorarsi reciprocamente, e il sottoscritto.

    Greetings from Bratislava – 2. Ssshhh

    Filed under: — JE6 @ 14:54

    Succede che la lista di alberghi di Bratislava disponibili su Expedia o Hotels.com non è poi così lunga, e non è nemmeno tanto facile trovare la mappa della città (ViaMichelin, per dire, non ce l’ha). Insomma, finisco per prenotare un po’ a caso (numero di stelle, prezzo, servizi vari) ma senza sapere in che parte della città vado a finire. E mi ritrovo in un albergo che si raggiunge percorrendo una strada che più si avanza e più si restringe, immerso in un bosco fitto e scuro e fresco. Dalla finestra della camera vedo solo alberi. Esco nel parcheggio, per aspettare il taxi che mi porta in centro, e sperimento il silenzio perfetto – lo stesso che ho provato a Vipiteno in una sera di inverno; là in fondo, sul limitare del bosco, c’è un animale che si muove furtivo: io direi che è una volpe, ma forse è pretendere troppo.

    Greetings from Bratislava – 1. Come se mancasse qualcosa

    Filed under: — JE6 @ 14:52

    Magari capita solo a me, non lo so. Sta di fatto che quando vengo da queste parti – all’Est, per intenderci: nell’ultimo anno Romania, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria e adesso Slovacchia – mi rendo conto di rimanere deluso nel vedere i segni del mio quotidiano: Ikea, Lidl, Valentino, Shell, Unicredit. Mi guardo intorno sperando – e neanche tanto inconsciamente – di trovare qualche conferma agli stereotipi, ed è come se mi rallegrassi nel vedere una vecchia Skoda 110 (quella con il cofano che si apriva di lato), o tre muri sbrecciati. Ma Vienna è a meno di un’ora di strada, il centro di Bratislava – fatta eccezione per la lingua – è in tutto e per tutto identico a quello di Salisburgo o di Norimberga, le non molte macchine che alle otto di sera si spostano da un semaforo all’altro sono le stesse che si ingorgano in Via Soperga angolo Viale Brianza, le ragazze sono vestite come le vedi a Monte Mario o in Piazza del Plebiscito, e certo non vengono a cercarti le calze di nylon. Sarà la globalizzazione, chissà.