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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    30/05/2007

    In ordine sparso

    Filed under: — JE6 @ 08:17

    Appunti sparsi dagli ultimi giorni (e non solo):
    * Nel Partito Democratico non crede nessuno: nasce vecchio in programmi, metodi e persone. I super-ottimisti che vedono nel PD il sol dell’avvenire si contano sulle dita di due o tre paia di mani, e forse sono tali perchè si sono sottoposti a estenuanti sedute di training autogeno. Tra coloro che potrebbero votarlo, i più vedono nel PD quello che è il centrosinistra oggi: giusto il minore dei mali. Diversi altri lo considerano nient’altro che la tomba delle ultime speranze. Insomma, dire che la gravidanza è travagliata e a rischio è un pallido eufemismo.
    * La “questione-giovani” è sopravvalutata, se presa in sè. Non si è bravi e meritevoli di supporto in quanto under-30 o under-40. Ma la questione esiste come parte di una questione più grande, quella della creazione e messa all’opera di una classe dirigente. Al momento, parrebbe che per portare nella stanza dei bottoni qualche “giovane” (per formazione culturale e professionale probabilmente più portato a proporre programmi di rinnovamento profondo e doloroso dell’intera baracca) ci sono solo due possibilità: la saggia imposizione di un monarca illuminato, o la rivoluzione dall’esterno.
    * Essere figli-di, in questo paese, continua a valere troppo. Nel bene e nel male.
    * Mi devo ricordare che prendere per il culo la gente può essere divertente, e a volte necessario. O imparo a non prendermela quando gli altri mi sbertucciano, o la pianto.
    [Segue?]

    One Response to “In ordine sparso”

    1. Domiziano Galia Says:

      Già il fatto di voler far nascere il PD e tener vivo il governo non è un buon segnale. Se vuole nascere come nuovo non può che staccare con la sinistra sinistra e quindi aprire la crisi. Altrimenti è il “vecchio” Ulivo, con di nuovo solo il nome. Ulivo che da quando è nato ha già perso almeno un 5%.
      Detto questo forse potremmo prendere due piccioni con una fava: se nel PD non crede nessuno e se i giovani possono entrare solo per rivoluzione, visto che il tempo della monarchia illuminata è tramontata da qualche centinaio d’anni, perché non ce lo si fa noi?
      Non voglio fare il populista, l’ottimista o il folle. So bene che non si può mettere in piedi una macchina di quel tipo in quattro e quattr’otto. Però tra tutte le menti che si incontrano sulla rete e non, possibile non si riesca nemmeno a dar vita ad un nocciolino duro di gente giovane, nelle idee più che all’anagrafe? E non parlo di quelle operazioni-entusiasmo che durano giusto quei mesi prima di un appuntamento elettorale. Intendo un’operazione su periodo lungo, da qui a cinque anni, per dire.

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