< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"

    "Post sotto l'albero 2010"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Scarica "Post sotto l'albero 2010 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2010 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • Conoscerete la nostra velocità
  • Dormi, dormi
  • Mare mosso senza onde
  • Uno dei giorni
  • “Al Corvetto”
  • Dare casa alle cose
  • Il criterio mancante
  • La vita degli altri
  • Grandi Progetti
  • Cinquanta
  • June 2007
    M T W T F S S
     123
    45678910
    11121314151617
    18192021222324
    252627282930  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    05/06/2007

    Airbag

    Filed under: — JE6 @ 13:50

    Non chiedo comprensione alle lettrici, ma ai lettori sì: c’è questa strada, che faccio tutti i giorni (tutti quelli che sono in ufficio) per tornare a casa, costellata da simpatiche meretrici slave (le nigeriane stanno nella zona del carcere [1]), che ad un certo punto mostra agli occhi del guidatore tre gran manifesti 6×3, uno a fianco dell’altro, in una sequenza micidiale e pericolosissima per la sicurezza stradale: Chiabotto, Arcuri, Gregoraci [2]. Tutte e tre in bikini, tutte e tre che sembrano voler dire alle peripatetiche “sciò, sgombrare, che questa è zona nostra”. Poi fanno le campagne di pubblicità progresso, non guidare se hai bevuto e amenità simili.
    [1] Se vi state chiedendo dove diavolo lavoro, sappiate che la zona industriale di Arese è a due passi dal carcere di Bollate, e quella è per me la strada più veloce per tornare a casa.
    [2] Per riconoscere i volti ho dovuto rallentare fin quasi a fermarmi, chè ovviamente d’acchito si nota tutt’altro.

    CoA – Effetti collaterali 2

    Filed under: — JE6 @ 12:22

    Per dire lo straniamento – in fondo, sono proprio un abitudinario – è da tre giorni che mi gira per la testa la frase “questa casa è un albergo”.

    Del perduto commento

    Filed under: — JE6 @ 06:34

    O amico commentatore, io continuo a volerti bene: sappilo. Ma può capitare che il tuo prezioso contributo finisca insieme ai 500 e passa irrinunciabili consigli per l’allungamento del birillo (per tacer delle diciottenni orinanti), e ne subisca quindi la medesima sorte. Ritenta, sarai più fortunato (davvero, credimi).