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    07/06/2007

    Isole nell’oceano della solitudine

    Filed under: — JE6 @ 10:43

    Probabilmente il mio punto di vista è condizionato dal fatto che ho sempre lavorato e continuo a lavorare vendendo e utilizzando un tipo di media la cui pianificazione è soggetta a vincoli fisici. Sta di fatto che continuo a pensare che il concetto di target, di gruppo di persone accomunate da caratteristiche socio-demografiche simili e che perciò hanno comportamenti e gusti simili, non sia del tutto fuori moda. Le persone (quelle che chiamiamo la gente) non sono tra loro così diverse: non è vero che siamo così diversi gli uni dagli altri. Basta guardarsi in giro, per vedere comportamenti che possiamo legare a dove viviamo, che lavoro facciamo, quanto guadagnamo, che scuole abbiamo frequentato. La nostra è una società che si culla nell’illusione dell’Individualità, ma che in realtà ama fare ciò che fanno – se non tutti – in tanti. Io non penso che ci sia da vergognarsene.
    Maestrini per caso

    2 Responses to “Isole nell’oceano della solitudine”

    1. mafe Says:

      E chi ha parlato di vergogna? E’ solo che online ragionare per target non funziona, tutto qui.

    2. ilaLuna84 Says:

      Sarà che sto studiando e tesizzando anche su questo, ma sono fermamente convinta che i target esistano ancora. E sinceramente neppure io ci vedo nulla di male. D’altronde non perchè si hanno gli stessi gusti si dev’essere per forza dei cloni l’uno dell’altro, anzi. Che gli esseri umani siano tutti diversi tra loro si sa. Solo che nella diversità qualcosa in comune c’è sempre. E permette una divisione che ai pubblicitari va di lusso e che comunque non mina l’autonomia e l’individualità di nessuno.

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