< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • La prossima home page
  • Letter to you
  • Le cose, come sono
  • Nostra Signora del Lavoro
  • Federalismi
  • Tornando
  • A casa
  • Le voci dentro
  • Al lavoro
  • Il lockdown visto da Sarajevo
  • September 2007
    M T W T F S S
     12
    3456789
    10111213141516
    17181920212223
    24252627282930

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    04/09/2007

    La torre di Babele

    Filed under: — JE6 @ 15:19

    Rutelli sostiene che, in materia di tasse, lui e Prodi dicono le stesse cose. Ci devono essere dei problemi con la traduzione simultanea.
    Corriere.it

    Ha ricaricato le pile

    Filed under: — JE6 @ 10:27

    Com’è messo fisicamente Umberto Bossi lo vediamo tutti: non bene, per usare un eufemismo. Trema, bofonchia, si intuisce che il cervello lotta strenuamente non insieme bensì contro il corpo: dati i suoi malanni, la cosa non stupisce. Per anni siamo stati abituati a guardare i telegiornali e vedercelo protagonista come e più di tutti i suoi avversari, ubiquo come Silvio Berlusconi, dichiarante come Paolo Cento, sprezzante come Massimo D’Alema. Poi è stato costretto a fermarsi, e a stabilire altri e ben più lenti ritmi. Ogni tanto riemerge, e per una settimana o due torna a sgomitare per conquistarsi le luci della ribalta: è come se durante le pause forzate accumulasse le poche energie rimastegli, per poi giocarsele tutte in quei dieci o venti giorni nei quali annuncerà rivolte, sommovimenti, accordi, esplosioni. Gli altri, tutti, recitano la loro parte, chi pro e chi contro: ma non sembrano nè prenderlo nè prendersi sul serio, si comportano come si fa con i bambini che sono rimasti a letto per l’influenza o la polmonite – dai, poverino, ha bisogno di sfogarsi.