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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    18/09/2007

    Scoperte

    Filed under: — JE6 @ 14:06

    Poco fa condividevo con il più improbabile [1] e ciononostante credibile guru della mia bistrattata disciplina le gioie della newsletter degli Alumni Bocconi. Oggi siamo stati invitati ad un aperitivo [2] in occasione del quale potremmo conoscere Giordano Zucchi, esponente della famosa famiglia di imprenditori tessili. Credo che il copywriter dell’associazione sia un fan quantomeno di Renzo Montagnani, se non di Alvaro Vitali, avendo dato per titolo all’evento “Sotto il lenzuolo, l’Uomo” [3]. Per invogliarci a partecipare, il presidente di Alumni Bocconi punta tutto sul calembour e sfodera un clamoroso “Non so voi, ma io non vedo l’ora di scoprire l’Uomo che si cela sotto il lenzuolo!” che mi fa rimpiangere con tutte le forze l’impossibilità di essere presente – ma confido che il guru partecipi anche in mia vece.
    [mini]marketing
    [1] Non sembra, ma è un complimento.
    [2] Bocconi = Milano; Milano = Happy hour
    [3] Si notino le maiuscole, please.

    Date retta al vecchio Ray

    Filed under: — JE6 @ 12:09

    Prescindendo dal fatto che quando sento l’attacco “liberale, liberista” vedo subito palesarsi il fantasma di Marco Pannella (il quale però gioca il jolly e conclude con “libertario“, che così non si fa mancare nulla), nel leggere la lista degli aggettivi che secondo Ilvo Diamanti hanno più frequentemente descritto il futuro Partito Democratico vengo preso da una sensazione fatta di noia e sconforto. Perchè sarà pur vero quello che da anni sostiene Pippo Baudo, e cioè che il vocabolario essenziale di un italiano è fatto da non più di cinquecento parole – e quelle bisogna usare per farsi capire, ma forse qualche sforzo di fantasia in più poteva essere fatto per venire fuori da questo pantano di già sentito e già visto. Oppure si potevano evitare gli arrovellamenti mentali e verbali, chè quel “Democratico” è aggettivo bello e sufficientemente vago da poter andare bene a tutti, come ai bei tempi del Partito Comunista (gli stalinisti e i leninisti e i trotzkisti e i miglioristi) e della Democrazia Cristiana (i dorotei e i morotei e gli andreottiani e i donsturziani e i degasperiani). Oppure, santocielo, bastava fare un breve corso intensivo di Carver e seguire l’esempio del principale concorrente, il quale mica è scemo e l’idea di mettere aggettivi nel nome del partito non lo ha nemmeno sfiorato: Forza Italia, e buona così.
    Repubblica.it

    Tell me its black when I know that it’s white

    Filed under: — JE6 @ 10:29

    Per pietà, che qualcuno spieghi a Rosy Bindi che pensare di non far guidare la Rai da Petruccioli e Curzi non significa professare l’impero dei tecnocrati, qualunque cosa questo significhi.
    I could say day, and you’d say night
    Tell me its black when I know that it’s white

    RaiNews24