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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    08/11/2007

    Scambi

    Filed under: — JE6 @ 11:29

    Gaspar chiude il suo account su Facebook perchè questo (Facebook, non l’account) apre alla pubblicità: per essere precisi, “Facebook ha cominciato a vendere la sua community alla pubblicità”.
    Pur conoscendo bene, avendone discusso anche di persona più volte, la viscerale antipatia di Gaspar per tutto ciò che è marketing e pubblicità (lui dirà che non è così e farà mille distinguo: beh, non credetegli) io credo che il motivo della sua scelta sia essenzialmente un altro: Facebook non gli serve a nulla, o comunque a molto poco. Se avesse una vera utilità, il suo account sarebbe ancora vivo e vegeto seppure accompagnato da un buon numero di lamentazioni: la logica sarebbe quella del “servizio contro rottura di scatole”, equivalente a quella del “servizio contro denaro”. Ma se la situazione è “poca utilità contro rottura di scatole”, allora non ne vale più la pena: no?
    Gaspar Torriero

    Un alieno al Forum

    Filed under: — JE6 @ 11:04

    [Pensierini sparsi dopo lo IAB Forum: una giornata in buona parte inutile, riscattata dall’incontro con il dottor [mini]marketing, quel che si dice una bella persona e un gran bel cervello]

    Io, di tutta questa storia del 2.0 e del social comincio ad avere le scatole piene, se non altro per l’eccesso di ripetizione – il che significa, fin troppo spesso e del tutto ovviamente, ripetizione a sproposito. Si parla di “social” per qualsiasi cosa, si usa il termine come un mantra fino a raggiungere la pace dei sensi e l’autoconvincimento: il miglior modo per mandare in vacca anche quel po’ di buono c’è nel concetto.

    Ho una certezza: la metà di chi sente parlare di 2.0 e di social e i tre quarti di chi ne parla è intimamente convinto di parlare di aria fritta. Però non è bello dirlo, quindi si predica bene e si razzola male, o meglio: si celebrano le magnifiche sorti e progressive, ma siccome il lunario va pur sbarcato si propongono le stesse forme di comunicazione commerciale di uno-due-tre-quattro-etc anni fa: perchè ai bambini devi dar da mangiare, altrimenti non crescono e allora addio magnifiche sorti e progressive.

    I mercati sono conversazioni: e infatti si sentono anche un bel po’ di fesserie.

    Più chiaramente, io non credo che le conversazioni abbiano un valore in sè, per il semplice fatto di esistere. Ho passato troppi anni della mia vita al bar (e nelle aziende) per non saperlo fin troppo bene.