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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    15/11/2007

    Greetings from Brussels – 3. Colori

    Filed under: — JE6 @ 16:59

    Faccio brevemente mente locale sulle persone che lavorano abitualmente in questo ufficio: un olandese, un tedesco, un norvegese sposato con una portoghese, due inglesi, una danese, un ungherese e un belga. Una simpatica babele, nella quale tutti comunicano tra loro usando un inglese spurio inframmezzato da risposte al telefono in francese, chiamate a casa in lingua madre, colloqui di lavoro in fiammingo o in spagnolo.
    Guardo fuori dalla finestra, rimirando il clamoroso cielo blu di una giornata che parrebbe estiva, non fosse per il freddo che ci fa uscire nuvolette di fumo dalla bocca e dal naso quando usciamo in giardino per le pause-sigaretta. Vedo che dal balcone del primo piano della palazzina di mattoni rossi al 437 di Tervurenlaan pende un enorme bandierone nero giallo e rosso, che in questi grami giorni di probabili secessioni spicca per incongruita’ ambientale. Mi chiedo se quella bandiera vuol dire quello che io penso, o se vuol dire quello che io mi auguro, e chissa’ poi se mi auguro una cosa buona. Se non altro, l’accostamento cromatico e’ molto bello.

    Greetings from Brussels – 2. Complessi

    Filed under: — JE6 @ 16:13

    Andando in giro per il mondo noi italiani ci possiamo bullare al massimo per il cibo e l’arte, ma in generale ci portiamo dietro dei complessi di inferiorita’ nemmeno tanto latenti – la stabilita’ dei governi, il deficit pubblico, la pulizia delle strade, l’efficienza dei servizi pubblici, la puntualita’ dei trasporti. Sono cosi’ radicati, questi complessi, che in giornate come oggi, nelle quali beviamo un liquido impropriamente chiamato caffe’ e commentiamo gli scioperi dei treni che hanno impedito a tedeschi e francesi di partecipare al meeting, e il fatto che i belgi non riescono a formare un governo a piu’ di cinque mesi dalle elezioni, tutto quello che ci viene in mente e’ “tutto il mondo e’ paese, sembra proprio di stare in Italia”.

    Greetings from Brussels – 1. Attese

    Filed under: — JE6 @ 09:45

    Si sa, i concetti di freddo e caldo sono piuttosto relativi. Nove mesi fa a Varsavia il termometro segnava -5, e gli indigeni scuotevano la testa considerando quella temperatura un funesto effetto del global warming. Ma fra noi italiani possiamo metterci d’accordo nel ritenere che a -1 non fa caldo, spero. Perche’ e’ quel che pensavo durante gli eterni sedici minuti di attesa per prendere un taxi, e non vorrei sentirmi una mammoletta completa, ecco.