< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"

    "Post sotto l'albero 2010"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Scarica "Post sotto l'albero 2010 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2010 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • “Al Corvetto”
  • Dare casa alle cose
  • Il criterio mancante
  • La vita degli altri
  • Grandi Progetti
  • Cinquanta
  • Beau geste
  • Running, standing still
  • Quello che te ne resta
  • Call the call a call
  • January 2008
    M T W T F S S
     123456
    78910111213
    14151617181920
    21222324252627
    28293031  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    11/01/2008

    Passiamo al “Voi”, allora

    Filed under: — JE6 @ 13:59

    Insomma, sembra che i thirty- o forty-something che passano da queste parti considerino con terrore e raccapriccio l’idea di doversi mettere gli occhiali e quella di sentirsi dare del Lei. Ora, passi per la prima, chè mettere gli occhiali cambia la fisionomia della faccia, e poi d’estate si suda, e le lenti si sporcano e cose così.
    Ma che vi dia fastidio farvi dare del Lei, guardate, proprio non vi capisco.

    Speranze

    Filed under: — JE6 @ 08:28

    A me incontrare una persona che legge Carver mette sempre di buonumore, è come avere la conferma che là fuori c’è una speranza di vita, che non è tutto pianto e stridor di denti. Poi venire a sapere che quella persona sta addirittura leggendo John Kennedy Toole, quello della banda degli idioti, beh, non dico che ci sia da cerchiare in rosso la data sul calendario, però, ecco, quasi.