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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    11/02/2008

    Saluti da Roma ’08 – 3. La pianta di limoni

    Filed under: — JE6 @ 17:54

    Per i casi della vita, in tante volte che sono stato a Roma non avevo mai messo piede in via Margutta; e per un caso della vita oggi mi hanno spostato un appuntamento da Ciampino a – appunto – via Margutta (non senza avermi comunque fatto andare a Ciampino: ma questa è un’altra storia).
    Così il tassista mi ha lasciato in via del Babuino, all’inizio di Vicolo dell’orto di Napoli – e un giorno poi scriverò qualcosa sui nomi delle vie di questa città; il vicolo incrocia via Margutta proprio davanti alle due piccole vetrine di un corniciaio, incastonate dentro un muro rosso mattone. Mi avvicino, guardando prima il piccolo balcone al primo piano, con le imposte verdi e due piccoli vasi con fiori che sembrano ciclamini, e poi le vecchie cornici in vetrina, un libro intitolato “Fregi e sfregi di Roma”, una manciata di ombrelli e un casco per andare in scooter. Mancano stranamente i rumori, in via Margutta, almeno alle tre di un pomeriggio di febbraio. Due vigili scherzano con una coppia che spinge un passeggino. Mi fermo a leggere un’iscrizione che andrebbe portata a Napoli, scritta nel 174x (l’ultima cifra è andata persa): “D’ordine di Mons.re ill.mo e rev.mo Presidente delle strade si vieta a tutte e single persone di fare mondezzaro nella via Margutta pena di scudi dieci per volta et altre pene corporali – nerbate – ceppi – giri di rota – o come il mastro di strade volesse assecondo l’età e il sesso”. E poi non so perchè, alzo la testa. E su un piccolo terrazzo vedo una pianta di limoni – e c’è un limone, il che non è strano, ovviamente, ma ai miei occhi in quel momento è quasi fantascientifico: mi ricordo di un viale che scendeva verso la stazione di Mergellina, a Napoli, con gli aranci carichi – poi suona il telefono, e insomma, non si può aver tutto dalla vita.

    Saluti da Roma ’08 – 2. Due ruote

    Filed under: — JE6 @ 12:23

    Dubito di essere un rilevatore statistico affidabile. Però direi che a Roma ci sono tanti scooter quante sono le biciclette ad Amsterdam.

    Saluti da Roma ’08 – 1. Pizza, birra e vin brulè

    Filed under: — JE6 @ 08:27

    Non ci vuole un grande intuito per capire che Trastevere, non appena il clima diventa un po’ più clemente, dev’essere un inferno di turisti sandalati, gite scolastiche in tempesta ormonale e ubriachezze variamente moleste. Dopo cinquanta metri perdo il conto dei locali dediti allo spaccio di birra (e fuggevolmente mi viene da pensare che, chissà perchè, non mi viene da collegare Roma alla birra: al vino dei castelli, forse, ma alla birra no – è che i tempi passano, e Aldo Fabrizi è morto da tanti anni); però, sarà perchè l’erba del vicino è sempre più verde, questa specie di enorme centro commerciale della media-a-cinque-euro emana comunque un fascino quasi invincibile su uno che viene da un posto dove alle undici di sera è difficile persino riuscire a bere un caffè, un fascino a malapena scalfito da un rettangolo di carta scritto a mano che mi invita, per soli tre euro, a riscaldarmi con un vin brulè (e non dubito che dentro sarebbero ben lieti di offrirmi un punch).

    Manca la donna cannone, poi siamo al completo

    Filed under: — JE6 @ 01:03

    Essere sullo stesso aereo di Bruno Tabacci, Max Giusti, Antonella Boralevi, Massimo Caputi e Giucas Casella dà l’idea di essere al circo Barnum, altro che Alitalia.