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    12/03/2008

    Dove fermano i treni

    Filed under: — JE6 @ 09:18

    Andavamo alla stazione di Malles Venosta durante alcune domeniche di libera uscita, quando non avevamo né tempo né soldi per tornare a Milano. Funzionava solo un paio di mesi all’anno; per il resto, passava la sua vita nella totale inattività, aspettando i treni dell’anno successivo e accogliendo gente che, come noi, amava i luoghi desolati e abbandonati. Era tutto come nei film: porte che sbattevano, finestre rotte, sterpaglia tra i binari, e tutto intorno una sensazione di morte sonnolenta. Noi entravamo, ci sedevamo sotto il porticato, e dimenticavamo il rumore dei sergenti maggiori, degli alzabandiera e dei carri armati. Leggevamo lo scarno orario delle partenze e degli arrivi, tiravamo qualche sasso, disegnavamo la faccia del telegrafista e del capostazione. Era bello. Almeno per noi. Ci tornammo alla vigilia del congedo; su un foglio a quadretti, una mano teutonica avvisava che l’indomani due treni avrebbero ripreso a funzionare. C’era chi arrivava, c’era chi partiva. Noi, quei treni, li avremmo solo immaginati.

    [Frugavo dentro un armadio e mi sono trovato in mano una copia del fu “Diario della settimana”, uscito il 27 gennaio del 1999; all’interno c’era uno speciale dedicato alle stazioni ferroviarie, e in quello speciale c’era pure questo pezzo]

    3 Responses to “Dove fermano i treni”

    1. Effe Says:

      Bello
      Chissà se quei treni sono mai arrivati

    2. Camillo Says:

      Ho sempre associato l’idea di Malles ad un biblico “tenebra e stridor di denti” di quando si ringraziava il cielo di non esser finiti laggiù (o lassù?) a servir la Patria. Poi, per caso, l’estate scorsa sono arrivato alla stazione di Malles con la famigliola, abbiamo preso le bici (comprese col biglietto del treno) e ci siano attraversati tutta la Val Venosta. Fantastico!

    3. caporale Says:

      beh, la Merano Malles era stata classificata come ramo secco delle ffss. Poi, ambiente, mobilità sostenibile, tutte cose che adesso hanno un loro ritorno, ci hanno investito e ne hanno fatto effettivamente una cosetta simpatica, altro che tenebra e stridor di denti.

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