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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    12/04/2008

    Splendida quarantenne

    Filed under: — JE6 @ 16:18

    Oggi mia moglie compie 40 anni. Secondo me, ma so di non essere il solo a pensarla così, li porta splendidamente: come, va detto, molte donne della sua età – e mi spingo a dire che in generale le quarantenni del ceto medio sono molto più interessanti e affascinanti delle venti-venticinquenni; ma questo è un altro discorso.
    Ha ancora tutte le doti di quando era anagraficamente più giovane. Se avessi un’azienda mia la metterei in mano a lei, ad occhi chiusi: e a ben pensarci, già oggi è così, anche se non ho un’azienda di proprietà. Mi trovo in casa la dimostrazione che la questione “giovani – non giovani – anziani” con la quale ogni tanto mi capita di trastullarmi è, in larga misura, aria fritta, ma non ho voglia di trasformare questo post in un “personale che diventa politico”, se non altro per irrilevanza del campione statistico.
    Chiudo qui, dicendo quel che avrei dovuto dire un bel po’ di righe fa, subito dopo la prima frase: credo di essere una persona molto fortunata. Ecco.

    In attesa che mia figlia emigri

    Filed under: — JE6 @ 14:11

    E insomma, domani si torna a votare.
    Credo che lo farò, per abitudine e anche per una certa vergogna – vergogna di non esercitare il diritto e di non ottemperare al dovere (civico).
    Lo farò senza particolare entusiasmo, più con la paura della sconfitta – alla quale, essendo genericamente di sinistra, sono comunque piuttosto abituato – che con il desiderio della vittoria.
    Non voterò uno dei “piccoli”, non perchè sia convinto del cosiddetto “voto utile”, ma per rendere “inutili” i piccoli medesimi – almeno a questo giro.
    Lo farò vedendo che nessuno, ma proprio nessuno tra coloro che conosco e leggo, ha un briciolo di fondata speranza; immaginando – senza peraltro avere il coraggio di farlo – quanto sarebbe straordinario e rivoluzionario e decisivo se alle 15 di lunedì gli exit poll dessero 0 (zero) a tutti, ma proprio a tutti, e un clamoroso 100% a… boh, la SVP? Così, per vedere finalmente lo smarrimento più completo negli occhi di tutti tranne Durnwalder, tutti a chiedersi “ma come cazzo è stato possibile”.
    Ecco, questo è quanto. Lo farò, e poi lunedì al lavoro, e per fortuna martedì e mercoledì me ne vado in Belgio, che almeno stanno messi un po’ peggio di noi, per quanto questo possa suonare impossibile.
    [Poco fa mi è capitata sotto mano la scheda elettorale. A partire dal 2001, ho contato 11 timbri. Mi sono sforzato di ricordare per cosa ero andato a votare, ma sono arrivato a coprire non più della metà delle mie gite al seggio – e forse anche questo vuol dire qualcosa]