< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • Poi si mette lo zinco nell’acido diluito (venticinque aprile)
  • L’arco
  • Verso sud
  • Voci
  • Supereroi
  • A vent’anni si è stupidi davvero
  • Qualche cosa che ho imparato scrivendo un libr(ett)o
  • Chernobyl, una mattina d’estate
  • L’ospite
  • Come
  • April 2008
    M T W T F S S
    « Mar   May »
     123456
    78910111213
    14151617181920
    21222324252627
    282930  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    20/04/2008

    Ciò che lui aveva visto ma non aveva capito

    Filed under: — JE6 @ 17:47

    Cliccò sul tasto “play” per l’ennesima volta consecutiva. Aveva affrontato il primo ascolto con curiosità, per sentire come quella breve storia che aveva scritto molto tempo prima, una storia che parlava di maschi, fumo e soldi poteva essere raccontata dalla voce di una donna. Nel breve arco di nemmeno due minuti, mentre le parole si snocciolavano una dietro l’altra, la sua storia si era trasformata in un’altra cosa: le voci rauche dei pensionati che avevano alzato troppo il gomito, i vestiti stazzonati, le automobili di terza mano – tutto era diventato una favola. Avvertì una sensazione strana e piacevole, come avere sei anni e tenere tra le mani il suo mangiadischi blu che suonava “Il gatto con gli stivali”. Aveva spento la luce e socchiuso gli occhi. Aveva riascoltato quella voce raccontargli ciò che lui aveva visto ma non aveva capito, lo aveva fatto una volta e poi un’altra e poi un’altra ancora. Passò tutta la sera così, al buio, ad ascoltare parole che anni prima erano state sue e ora, per fortuna, non lo erano più, e provò ad immaginarsi come sarebbe stato se quella voce fosse stata seduta lì, vicino a lui – non la avrebbe toccata, non la avrebbe nemmeno guardata, sarebbe stato tutta la notte ad ascoltarla. Per la prima volta dopo molte settimane, dormì per qualche ora.

    2 Responses to “Ciò che lui aveva visto ma non aveva capito”

    1. ilaLuna84 Says:

      Effettivamente una storia può cambiare moltissimo ascoltata da una voce diversa. O anche, semplicemente, vista con altri occhi.

      Bellissimo post.

    2. sphera Says:

      Le storie credo siano fatte apposta per essere lette, e raccontate, da un’altra voce. Altrimenti restano pensieri e non diventano storie.
      Tra l’altro, con questo raffreddore e l’allergia, mi sto coltivando una voce adattissima a raccontare storie di paura.

    Leave a Reply