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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    09/06/2008

    Le parole che non ti ho detto

    Filed under: — JE6 @ 13:28

    Sempre a proposito di parole, una cosa che sto imparando in questi giorni – o meglio: che sto re-imparando – è che con le parole non si fanno gare, che a volte uno risponde a qualcosa che ha ricevuto e si scervella per essere all’altezza e finisce per rendersi conto che curare al massimo ciò che si dice è una manifestazione di rispetto e di affetto, ma fare classifiche non ha senso perchè la bellezza sta negli occhi di chi guarda (e di chi legge, naturalmente); e un’altra cosa che sto re-imparando è che spesso molto più delle parole dette o scritte contano quelle non dette e non scritte – e magari se leggi Carver, o Romagnoli, o certi Roth ecco che lo capisci, poi se sarai in grado di mettere in pratica la lezione quello è un altro discorso.

    [Ancora sulle parole: “Forse mi piacciono questi libri perché sono belle le parole, o forse perché le so leggere io” è la frase del giorno: l’ha pronunciata Anita, la figlia di Zoro, e io me lo immagino quanto Diego possa essere orgoglioso – non lo dirà mai, certo, ma non importa]
    Zoro

    L’uomo qualunque

    Filed under: — JE6 @ 13:08

    Io ve lo dico, se siete di quelli che gli capita di spendere cinque minuti a pensare a cosa può voler dire invecchiare non essendo personaggi da Mulino Bianco, non mettetevi a leggere Everyman di Philip Roth. Io lo sto facendo, e siccome quel dannato figlio di buona donna con le parole sa fare davvero quello che vuole, qualsiasi cosa voi possiate immaginare, non vedo l’ora di finirlo per uscire da questo tunnel di dolori fisici, tradimenti, invidie, rancori e morte – ho bisogno di Hornby, oppure di (ri)farmi una full immersion di Grissom e Willows, qualcosa che alla fine del tunnel mostri una luce, ecco.