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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    27/06/2008

    Feedati di me

    Filed under: — JE6 @ 14:24

    Pare che ci siano problemi con il feed di questo blog di periferia – stiamo (stanno) lavorando per voi. Feedatevi.

    Li credono masochisti, forse

    Filed under: — JE6 @ 13:38

    A proposito di Gialappa’s Band: questa mattina mi è passato davanti agli occhi l’ultimo spot della saga Sanpaolo, e mi sono chiesto se prendere per il culo i propri clienti facendoli passare per degli emeriti imbecilli sia un’idea tanto brillante.

    Azzerare l’audio

    Filed under: — JE6 @ 13:34

    L’hanno già detto in tanti, che durante questi Europei di calcio i telecronisti della RAI e le loro spalle tecniche hanno dato il peggio di sè. Non lo ripeterò, data l’evidenza della cosa. Ma onestamente, a me pare che anche sulle altre reti non se la passino tanto meglio quando c’è da raccontare una partita di calcio. Con pochissime eccezioni (mi vengono in mente giusto Caressa e Marianella, e nemmeno sempre), il profluvio di luoghi comuni, di mere descrizioni di ciò che le immagini già raccontano con la massima precisione possibile, di mezzi urli Brazil-style, di svarioni grammaticali è impressionante, nonchè molto equamente suddiviso tra emittente pubblica e concorrenti privati di ogni ordine e grado (Mediaset, Sky, Sportitalia, etc.).
    La cosa interessante, almeno agli occhi del sottoscritto, è che la qualità delle telecronache sportive sembra essere decisamente più alta quando ci si sposta dal calcio agli altri sport: con l’eccezione delle Olimpiadi, chè in quel caso ci sono tali e tanti eventi – moltissimi dei quali effettivamente di nicchia – che è naturalmente impossibile trovare telecronisti esperti e capaci per ogni disciplina); per dire, Franco Bragagna per l’atletica leggera, Maurizio Cavalli per lo snooker, il sestetto delle meraviglie per il tennis di Sky (Clerici-Tommasi -che Dio li mantenga fino ai 120 anni -, Pero-Lombardi, Marianella-Bertolucci) giusto per fare qualche esempio. Naturalmente, ci sono eccezioni che confermano le regole: vedi l’esagitato Guido Meda per il motomondiale (salvato da Loris Reggiani: il giorno che daranno la telecronaca a lui e Marco Lucchinelli Italia 1 farà l’86% di share) o il soporifero Mazzoni per la Formula 1 sulla RAI. Ma a me sembrano eccezioni, e mi chiedo se, semplicemente, non sia il calcio ad essere incommentabile se non nel modo in cui chiunque, nel famoso Bar Sport, sarebbe capace di fare [1].
    [1] Per pietà, non tirate fuori la solita solfa della Gialappa’s, che quella non è una tele- o radiocronaca, e che ormai sta raschiando il fondo del barile.

    Impunemente

    Filed under: — JE6 @ 09:56

    Questo giochino di darsi del Lei noi vecchi blogger della Scuola Milanese ce lo portiamo dietro da anni, piccolo segno – goliardico ma non troppo [1] – di appartenenza, nonchè manifestazione di autoironia un po’ cialtrona; e poi, in fondo, il blog è anche rappresentazione pubblica di un personaggio oltre che di una persona: e non vorrete che uno che si porta dietro l’appellativo di Sir [2] non cerchi di mantenersi sempre all’altezza del suo titolo, spero.
    Detto questo, ammetto di provare un minimo di imbarazzo nel ricevere una mail (e, giuro: non è la prima) che ha come attacco “Buongiorno, mi presento: sono XXX, una affezionata lettrice del tuo blog! Ti chiedo scusa per il fatto di darti impunemente del tu…” – perchè sa, cara affezionata lettrice, non vorrei che lei si fosse fatta un’idea sbagliata del sottoscritto: stia serena e si metta pure sul riposo. E ora, dica pure.
    [Mi viene in mente una telefonata di qualche mese fa, io in un gift shop di Vaduz e la persona all’altro capo del filo che cammina sotto la pioggia in quel di Genova – dieci minuti di equilibrismi per non usare nè il lei nè il tu nè il voi: “Buongiorno, come stiamo?”, “Bene, grazie, e cosa si dice lì all’estero”]
    [1] Per altri molto stucchevole, lo so. Ma non si può piacere a tutti, eh.
    [2] Peraltro, diversi mesi fa l’attraente bloggeuse che mi fece l’onore di chiedermi di farle da cavaliere per la GGD mi rivelò che il marito, appreso il mio nick, roteò sconsolato gli occhi dicendole qualcosa del tipo “Ah, esci con uno che ha come nome il suono di una padella” – e come dargli torto.