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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    29/07/2008

    Saluti da San Marino – 3. Irina

    Filed under: — JE6 @ 21:43

    Posso solo immaginarne il motivo, visto che mi sono fermato per troppo poco tempo per essermi fatto un’idea precisa. Ma vedo un sacco di menù di ristorante scritti in cirillico, e due o tre negozi sono gestiti da donne sicuramente slave, probabilmente russe. E’ straniante pensare a questo pezzo di Italia che è formalmente straniero e che sembra popolato da gente venuta da mille miglia lontano da qui.

    Saluti da San Marino – 2. Deja vu

    Filed under: — JE6 @ 21:41

    Mi fermo davanti ad un’edicola a leggere le prime pagine dei quotidiani locali. C’è una sigla che suona al tempo stesso familiare e aliena. La rileggo per essere sicuro di non avere le traveggole. E’ proprio quella, qui hanno ancora la DC, Democrazia Cristiana (anche noi in Italia, dite? Già, forse sì).

    Saluti da San Marino – 1. Una volta basta

    Filed under: — JE6 @ 21:38

    Non ero mai stato a San Marino. D’altra parte, non sono mai stato in un sacco di posti. Comunque, ho un paio di ore libere e sono a una ventina di chilometri, forse meno, prima di scapicollarmi verso Cesena e poi Imola e poi Bologna, e in fondo un viaggio all’estero non mi è mai dispiaciuto.
    La prima cosa della quale mi rendo conto è che la Repubblica di San Marino è qualcosa di più del paesino accucciato in cima alla collina: e, sia detto con rispetto, questo è il suo difetto principale vista la pochezza scenica di ciò che si vede mentre si mangiano curve a settanta all’ora fino ai grandi parcheggi numerati in fondo alla strada.
    La seconda cosa della quale mi rendo conto è che San Marino, inteso come paese e non come repubblica, non esiste: quel che attraverso, accaldato nella mia divisa da lavoro in mezzo a comitive di gitanti, è un ammasso di bar, ristoranti, banche e negozi di souvenir. Nient’altro. Una Vaduz in Romagna, per dire.
    La terza cosa della quale mi rendo conto è che è impossibile che qualcuno ritorni a San Marino: non ce n’è motivo. Sono certo, intimamente certo, che siamo tutti qui per la prima volta. E anche l’ultima. Domani toccherà a cinquanta altri pullman.