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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    25/09/2008

    Madre lingua

    Filed under: — JE6 @ 14:13

    In quest’ultimo paio di settimane, per motivi qui irrilevanti, ho avuto abbastanza spesso a che fare – in prima persona – con la sanità italiana. In particolare con una struttura, piuttosto nota qui a Milano, della quale anche in passato non ho mai avuto motivo di lamentarmi, nè per il trattamento ricevuto dalla “linea privati” nè per quello ricevuto dalla “linea ASL”.
    Su tre occasioni, in due ho avuto a che fare con personale, medico e paramedico, palesemente straniero. In un caso, sono certo di non aver capito un 25-30% della diagnosi che mi è stata fatta in parte per mia scarsa conoscenza della materia, e in parte altrettanto consistente per l’italiano farraginoso della dottoressa slava (credo polacca) che mi aveva appena fatto l’esame.
    Nel secondo caso mi sono trovato – disteso seminudo sul lettino di un macchinario di quelli che per mia fortuna avevo visto solo in qualche puntata di ER o House – un ago in vena pronto a iniettarmi una sostanza destinata ad un’altra persona, perchè la povera infermiera latinoamericana aveva capito male il mio cognome e mi aveva scambiato con un altro paziente/cliente/utente (scegliete voi il termine che più vi aggrada); col senno di poi la scena è dotata di una sua simpatia, con la tecnica di laboratorio che bussa al vetro e chiaramente chiede all’infermiera se è sicura di quello che sta facendo, e l’infermiera che chiede a me se io sono il signor X e io che rispondo con un sorriso mezzo ironico e mezzo disperato che no, cazzo, sono il signor S e l’infermiera che sbarra gli occhi e mi dice che allora ha capito male il mio cognome e che vabbeh, senta, allora facciamo che lasciamo l’ago dentro così se il dottore decide che lo usiamo siamo già pronti altrimenti non fa nulla. Non starò qui a dire che soltanto il Peroncino quotidiano appena assunto mi impedisce di arrovellarmi sul fatto che magari non mi hanno iniettato il liquido atteso dal signor X ma chi mi dice che non mi abbiano comunque fatto l’esame che sarebbe toccato a lui.
    So benissimo di non rappresentare un campione statistico affidabile, e che questi due episodi sono, tutto sommato, poca cosa e che i problemi della sanità italiana sono ben altri. Però, forse, anche questo è un problema. Piccolo, ma che comunque c’è.