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    30/11/2008

    Con la presente si richiede alla S.V. autorizzazione alla manifestazione di dissenso

    Filed under: — JE6 @ 15:31

    Secondo Luca, Veltroni non dovrebbe avere altri interlocutori ufficialmente titolati al contraddittorio al di fuori di coloro che lo hanno sfidato (ehm) alle primarie del PD. In attesa di un ritorno sulle scene di Clemente Mastella, fiero avversario veltroniano, mi permetto di far notare che, al netto di un sano senso di disciplina per cui ad una decisione della segreteria dovrebbe conseguire un coerente comportamento di tutti gli altri, non si vede perchè l’espressione di una posizione diversa da quella del segretario dovrebbe essere appannaggio solo di alcuni (ed eviterò di sottolineare che non si capisce perchè le opinioni degli sconfitti alle primarie dovrebbero avere più valore di quella di altri: a rigor di logica, e ricordando le percentuali bulgare di consenso da costoro conseguite in quell’occasione, queste opinioni dovrebbero avere ancora meno valore in quanto pubblicamente screditate).
    Wittgenstein

    5 Responses to “Con la presente si richiede alla S.V. autorizzazione alla manifestazione di dissenso”

    1. arsub Says:

      Rassegnati, tu sei uno di quelli non “intitolato a confrontarlo formalmente” (peggiore la forma o il contenuto?).

    2. Luca Says:

      Io a un certo punto ho cominciato a pensare che Sergio sia andato in vacanza e gli abbia sequestrato il blog suo cugino scemo. Se scrivi “secondo Luca” sei pregato poi di citare quello che dice Luca, non la tua strumentale sintesi costruita al fine di dimostrare facilmente che si tratti di una sciocchezza.
      Se io domani scrivo “secondo Sergio la terra è piatta”, poi è difficile darmi torto. Poi c’è stato anche un tempo in cui prima di attribuirmi fesserie così lampanti, facevi un pensiero sul fatto che magari era improbabile che le pensassi. Quando non eri ancora andato in vacanza.
      E allora mi rivolgo a tuo cugino, quello scemo: non ho parlato di “contraddittorio”, naturalmente. Altrimenti come si spiegherebbe il fatto che io passi le giornate a scrivere e dire cose che criticano l’attuale leadership del PD? Ma c’è una differenza tra discutere e criticare, e pretendere invece di prendere in ostaggio il partito pretendendo chiarimenti e ottenendo persino che l’ex segretario si faccia da mediatore sulle tue richieste di chiarimento: in nome di cosa? Chi rappresenti? Irene Tinagli ha avuto lo stesso trattamento?
      Oggi ho scritto una cosa più lunga sulla questione, spero che tu la capisca. Salutami Sergio, se si fa vivo. L.

    3. palmasco Says:

      Mi sono sempre chiesto come mai Wittgenstein il blog, non avesse i commenti.
      Oggi finalmente lo so.
      Troppi infatti li usano con arroganza, per svuotarsi, anche quando ne sfruttano la funzione principale, di chiarire ed eventualmente correggere il proprio pensiero.

      Mi piacerebbe che fosse chiaro che qui difendo lo sforzo e la libertà di provare a fare delle sintesi, anche sbagliando, senza essere per questo insultati, più che difendere un amico che certo non ne ha bisogno 🙂

    4. adlimina Says:

      senta, frattini, già che è alle maldive, scriva a suo cugino scemo di rimetterle le immagini sul blog, ché qua è un tripudio di punti interrogativi

    5. Sir Squonk Says:

      Luca, ho chiesto al mio cugino scemo di farsi da parte almeno per oggi: ma non garantisco sui risultati. Comunque, ci provo.
      Non sarò io a negare i tuoi recenti sforzi critici nei confronti di Veltroni: ognuno li può giudicare da solo. Io li giudico positivamente, un segno di equilibrio.
      Detto questo, riprendo le tue parole – quelle del post: “Il PD ha un leader, regolarmente eletto alle primarie: gli unici intitolati a confrontarlo formalmente sono i suoi avversari di quelle primarie, votati da molte persone. Altre legittimazioni non ne vedo.” Io ho parlato di contraddittorio, tu parli di confronto formale: tutta questa differenza non la vedo. Continuo a non vedere perchè Adinolfi, Gawronski, Mastella e compagnia dovrebbero essere gli unici autorizzati a confrontarsi con il segretario. Non lo capisco, davvero. Ho fatto un po’ di ironia sullo scarsissimo sostegno che le loro argomentazioni ricevettero ai tempi delle primarie, ma la cosa è più seria: han detto le loro cose, si sono presi i loro pesci in faccia, nessuno toglie loro il diritto di espressione ma non si capisce perchè un confronto formale debba essere impedito ad altri.
      Ti dirò: sono il primo a ritenere stucchevole questa continua contrapposizione tra Veltroni e D’Alema e tra i più veltroniani di Veltroni e i più dalemiani di D’Alema. Ho pure scritto che riterrei giusto attenersi ad un sano senso di disciplina: ci sono maggioranze e minoranze, si discute, si prendono decisioni e a quelle ci si confà. Ma, sul serio, non capisco come puoi sostenere che D’Alema e Parisi e Rutelli e Bersani e chiunque altro non abbiano diritto formale di chiedere “chiarimenti politici” – al limite, con questo mostrando quanto vecchia sia la politica che fanno. Serenamente, se me lo vuoi spiegare mi fai un piacere (non ti chiedo di farlo al cugino scemo: in quanto tale mica ti può capire).

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