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    23/04/2009

    Pausa pranzo

    Filed under: — JE6 @ 14:48

    La cosa più interessante dell’allegro ritrovo della sinistra democratica milanese in difesa della libera fruizione deambulante del kebap, tenutosi qualche ora fa all’Isola, era la faccia del pizzaiolo egiziano che evidentemente si chiedeva il perchè di tante telecamere davanti alla vetrina del concorrente turco mentre le sue rimanevano tanto desolantemente lasciate deserte.

    6 Responses to “Pausa pranzo”

    1. adrix Says:

      L’allegra e democratica commitiva forse non aveva capito che anche il pizzaiolo turco ora è nei guai?

      P.S. Se un’idea così balzana venisse a qualche governante siciliano qui scoppierebbero i vespri un’altra volta. Niente cornetto per strada agli archi della Marina?!?!! Niente panino con carne di cavallo?!?!?!?!? NIENTE GRANITA AD ACI CASTELLO? Rivoluzione!

    2. aimone Says:

      caro squonk, io e lei non ci conosciamo nè ci siamo mai incrociati, ma mi lasci dire che la cosa che lei ha scritto in occasione della morte di certo metitieri (non conosco neanche lui) è una della più allucinanti che mi sia mai capitato di leggere. l’alternativa c’era, ed era starsene zitto. la cancelli, si vergogni, chieda scusa. sto parlando sul serio.

    3. Sir Squonk Says:

      Caro Aimone, non conoscendo nè il sottoscritto nè Metitieri le consiglierei una maggiore cautela di giudizio. Detto questo, non cancellerò, non chiedo scusa e non mi vergogno. Davvero, non ne ho motivo. Fabio Metitieri era una persona che amava insultare ad ogni piè sospinto; io ho solo scritto che la sua morte mi dispiace in modo superficiale (se lei ha capito che me ne rallegravo, avrei un altro consiglio: rilegga, cercando di applicare quei rudimenti di analisi logica ed esegesi di cui dovremmo tutti essere dotati), il che non mi pare un crimine (dica: lei è di quelli che vestono il lutto per qualunque morte di cui vengono a conoscenza? Dev’essere dura). Infine: potevo evitare. Certo. Ma sa, Metitieri, a suo modo, era un personaggio “pubblico”, e un commento alla sua morte – e soprattutto ai peana di chi invece lo aveva fanculeggiato da vivo – ci poteva stare, e infatti ci è stato. Cordialmente.

    4. aimone Says:

      caro squonk, rilegga quello che ho scritto, oppure provi lei a usare quei rudimenti di analisi ed esegesi eccetera. primo, non l’ho accusata di essersi rallegrato della morte del sig. metitieri; lei non si è rallegrato: si è compiaciuto di offendere. secondo, non vesto il lutto per qualunque morte. se muore uno che mi sta sulle palle, mi limito a starmene zitto, mi sembra più elegante di qualunque parola. mi stupisce che lei non sia riuscito a mantenere il silenzio, ha ceduto alla voglia compulsiva di commentare, questo le ho scritto nel mio precedente commento. adesso a posteriori, davvero, tornerebbe a suo onore se lei cancellasse. sarebbe intelligente ed elegante da parte sua accettare questo consiglio, dipende solo da lei. cordialmente.

    5. Sir Squonk Says:

      Lo scrivere in pubblico comporta anche il doversi sorbire le lezioni di etica minima, quindi va tutto bene. Per l’ultima volta (c’è un limite anche alla ripetitività e alla stucchevolezza): ho scritto – onestamente – quel che pensavo. Cose, peraltro, scritte in precedenza. Potevo risparmiarmele? Certo. Ma anche no. Una persona muore, e la si ricorda. Dei morti si deve solo parlare bene, oppure non si deve parlare? Non so: è possibile. Accetto questo punto di vista, che non è il mio. Quanto all’accusa di commentite compulsiva, lei – per sua stessa ammissione – non mi conosce. Ecco, mi permetta di dirle che ha scritto una sciocchezza gratuita, che evidentemente le può e deve essere perdonata perchè, a differenza di Metitieri, sta ancora al mondo. E infine: ho sufficiente coraggio delle mie azioni per lasciare al suo posto quel che ho scritto: non solo non me ne vergogno, ma lascio la possibilità a lei e altri come lei di bacchettarmi, e in pubblico.

    6. Francesco C. Says:

      A me sembra che le parole di Squonk su Metitieri – forse non opportune, secondo i canoni che vanno per la maggiore – siano sincere e argomentate, non ci vedo né offesa né tantomeno compiacimento.

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