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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    31/07/2009

    All’anno prossimo

    Filed under: — JE6 @ 11:05

    Qui, alla fine, si continua a misurare il tempo in calendari scolastici nella loro variante lavorativa – la vita inizia a settembre e finisce ad agosto, e in mezzo c’è un po’ di quella sospensione del tempo chiamata vacanze estive. Quindi per qualche giorno qui si tira giù la serranda, con supremo dispiacere dei professori rimasti all’asilo ai quali viene tolto il giochino quotidiano. Ma tranquilli, we’ll be right back.

    Risvegli (potresti anche uscire dal profondo del nero del mare)

    Filed under: — JE6 @ 08:34

    Ogni tanto ti guardo, vedo le cose nuove che fai, ascolto le frasi nuove che dici, e ogni volta ho questa sensazione, come se tu fossi  nuova, come se tu spuntassi dal nulla, una sorpresa, un regalo. Perché sai, io non mi ricordo – chissà, forse nemmeno c’ero – quando hai detto la tua prima parola, quando hai mosso il tuo primo passo, non ricordo i singoli gesti e i giorni specifici ed è strano perché è una cosa che mi capita solo con te, di te non mi ricordo e non mi interessano i dettagli, potresti anche non avere nulla dietro di te, potresti anche uscire dal profondo del nero del mare come la Sirenetta che ogni tanto riguardi, mi interessa solo che ti svegli e arrivi sorridente e mi dici buongiorno con la voce sottile del sonno e mi abbracci e mi dai un bacio.

    29/07/2009

    Radicati nel territorio

    Filed under: — JE6 @ 09:58

    Beppino Englaro passa, in soli otto giorni, dall’essere candidato alla guida del PD lombardo all’essere candidato alla guida del PD friulano. Se gli trovano uno zio di Norcia, capace che la prossima settimana si candiderà alla guida del PD umbro.

    Come i tre moschettieri, che ti vien voglia che arrivi un quarto

    Filed under: — JE6 @ 09:48

    Se dovessi dire perché mi sono incaponito a leggere le tre mozioni dei candidati alla segreteria del PD, non credo che sarei in grado di dare una spiegazione valida. Comunque, l’ho fatto: uscendone inopinatamente vivo. I politologi di professione e quella decina di wannabe spin doctor che probabilmente di tanto in tanto capita anche a voi di leggere saranno certamente in grado di evidenziare le profonde differenze che rendono l’una preferibile all’altra e viceversa: per quanto mi riguarda, al netto dei giudizi sulle diverse prose, al termine del periglioso tragitto lungo l’ottantina di pagine che dovrebbero rappresentare la summa della progettualità democratica mi sono sentito risucchiare dal più bieco gorgo demagogico e mi sono detto “beh, letta una, lette tutte”. E in effetti: merito, fiducia, inclusività, redistribuzione del reddito, spazio alle donne, Europa, green economy. Non che mi aspettassi nulla di diverso, intendiamoci. Poi, per non farmi mancare nulla, mi sono fatto un giro su YouDem, ho sentito Pippo Civati dire “sono totalmente d’accordo con quasi tutto quanto è stato appena detto da Pierluigi”, sono passato su RED e ho visto Zingaretti pappa-e-ciccia con Vendola, alla fine mi sono fatto persuaso che avevo molto probabilmente buttato via qualche ora del mio (non così prezioso) tempo, ho girato sul 118 di Sky e mi sono guardato una bella puntata di “Malattie imbarazzanti”.

    28/07/2009

    Magnifiche sorti e progressive

    Filed under: — JE6 @ 12:56

    In Finlandia dicono che la donna brutta sta scomparendo (il che significa che sta scomparendo pure quella bella, ma ai cervelloni di Helsinki  non glielo diciamo, ché altrimenti un’altra bella ricercona scientifica non ce la leva nessuno).
    RomagnaOggi

    27/07/2009

    Wildiana

    Filed under: — JE6 @ 08:41

    Ieri pomeriggio sono stato in tensione, mi sono mangiucchiato le unghie, ho controllato i centesimi di vantaggio, mi sono alzato in piedi, ho detto “Vai Fede, vai, vai”, ho esultato. Poi ho ascoltato il piagnisteo stampa della Nostra Eroina delle Piscine.

    24/07/2009

    Il bambino Marino

    Filed under: — JE6 @ 17:32

    Non ci vuole un grande allenamento per capire quando, in un discorso di una mezz’ora o giù di lì, l’oratore dice qualcosa a cui tiene veramente, qualcosa di “suo” più di tutto il resto. Lo avverti, e basta: le parole scorrono meglio, vengono scandite nel modo giusto, hanno anima. E’ quello che è successo a Ignazio Marino ieri pomeriggio, presentando il suo programma a Milano. Non sto a parlarvi di Civati-Vincenzi-Calipari, i presenti non erano lì né per loro né per sciropparsi le citazioni di Mitterrand e del Dalai Lama, pomposamente declamate all’inizio della manifestazione. Io e tutti gli altri eravamo lì per sentire cosa Marino aveva da dirci, al netto dello scetticismo o dell’entusiasmo che ci avevano accompagnati in sala. E insomma, le cose stanno così, che Ignazio Marino ha cambiato registro solo quando ha parlato di testamento biologico e di diritti civili; le cose stanno così, che la gente si è scaldata davvero solo in quei momenti, durante quei passaggi. Non sono mancati gli applausi alle celebrazioni della meritocrazia, né alle aeree immagini degli aquiloni di alta quota capaci di catturare il vento e trasformarlo in energia pulita, né alle proposte di detassazione dei prodotti biologici – di fronte alle quali solo l’incrollabile cinismo di noi nostalgici del Politburo opponeva l’ironia di un’IVA agevolata per lo shampoo bio. Ma la vera comunione tra chi stava sul palco e chi stava in platea è arrivata solo quando il chirurgo senatore ha parlato di ciò davvero gli sta a cuore, di ciò a cui ha dedicato vita e passione – al netto delle note spese fasulle di cui mi dicono che parli oggi “Il Foglio”; ed è per questo che mi chiedo perché, nelle oltre due ore di kermesse, non sia mai stato fatto il nome di Beppino Englaro, che pure sedeva in prima fila e che pure è candidato in quota-Marino a guidare il PD lombardo; ed è per questo che mi sono ulteriormente convinto sia dell’inadeguatezza di Marino ad essere il segretario del PD sia della dimensione del suo errore a candidarsi. Votare Marino è come votare il partito dei cacciatori, o quello dei pensionati: è votare un soggetto che non solo è monodimensionale, ma soprattutto è avvertito come tale, in primis dai suoi sostenitori, quelli veri, convinti e ingenui (ché gli altri, beh, lasciamo stare). Però, lo ammetto, non mi è dispiaciuto ascoltarlo, anche se avrei preferito evitarmi tutto il pre-: in questi tempi grami, Marino dà l’impressione di essere una persona valida, capace e in buona fede. Non è poco, e speriamo che il bambino non venga gettato con l’acqua sporca.

    Fuori uno

    Filed under: — JE6 @ 12:17

    La squadra di Dario Franceschini si arricchisce – ehm – grazie alla presenza di Marione Adinolfi. Come se mi mancassero i motivi per sostenere Bersani (che di Marino, dopo la presentazione del programma di ieri sera, vabbeh. Ma di quello magari se ne parla dopo).
    Mario Adinolfi

    23/07/2009

    Calamite

    Filed under: — JE6 @ 13:38

    Ci siamo incontrati ventiquattro anni fa. Era il 1985 ed eravamo dei ragazzetti che si guardavano intorno, un filo smarriti di fronte allo spettacolo inquietante di altri ragazzetti della nostra età che vestivano blazer blu e pantaloni grigi ed estraevano una copia del Sole dalla ventiquattrore rigida. Abbiamo passato quattro, cinque, sei anni insieme. Abbiamo vissuto insieme per tutto quel tempo, siamo diventati un po’ più grandi nella Milano da bere e a quella abbiamo resistito, forse per scelta e forse per fortuna. Ieri sera ci siamo ritrovati, e io ieri sera ho capito perchè quelli erano i miei amici, perchè fra le mille o cinquemila o diecimila matricole di quell’anno accademico la calamita mi aveva portato verso di loro – perchè ieri sera è bastato andare in una semplice pizzeria, e poi salire in casa facendosi posto tra carte, cuscini e improbabili elisir toscani, è bastato poco – nulla – per stare bene, e quando basta poco significa che c’è tutto, le calamite si allontanano, ma poi si ritrovano.

    22/07/2009

    Reagan, Schwarzy, Englaro

    Filed under: — JE6 @ 11:40

    Questa mattina, leggendo che Beppino Englaro verrà candidato alla segreteria regionale del PD in quota Marino, mi sono chiesto sulla base di quali requisiti è stata fatta questa scelta. Ho fatto una breve ricerca per trovare un qualche curriculum politico di Englaro, ma con scarsi risultati. Poi ho pensato a Ronald Reagan e Arnold Schwarzenegger, e ho smesso di cercare.
    Repubblica.it