< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • Le cose, come sono
  • Nostra Signora del Lavoro
  • Federalismi
  • Tornando
  • A casa
  • Le voci dentro
  • Al lavoro
  • Il lockdown visto da Sarajevo
  • Dare i nomi alle cose
  • Nella bolla
  • September 2009
    M T W T F S S
     123456
    78910111213
    14151617181920
    21222324252627
    282930  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    24/09/2009

    Gruesse aus Koeln – Il fiume

    Filed under: — JE6 @ 00:47

    Ogni tanto mi viene in mente quel vecchio pezzo di Cochi e Renato, a Milano c’era il mare, arrivava fino in via Spadari. Ogni tanto mi viene in mente che anche noi avevamo i nostri fiumi, e siamo stati così scaltri da coprirli. Ci penso anche questa sera mentre cammino costeggiando il Reno – non che i Navigli e questo bestione lungo e largo abbiano molto in comune, ma l’idea che abbiamo rinunciato consapevolmente all’acqua, alle chiatte, alla lentezza di un movimento che finisce per essere più veloce, utile ed economico di quello di un milione di macchine inchiavardate in via Fatebenefratelli, ecco, quest’idea mi deprime, e parecchio. Mi siedo su un muretto, guardo i due grandi ponti, le Schnellbahn che collegano le due metà della città, i grandi battelli attraccati a sponda, tengo alle spalle le luci dei locali, dei ristoranti, degli alberghi che illuminano l’area dedicata a pedoni e ciclisti; sembra un po’ una scena di “Manhattan”, con la sola ma non irrilevante differenza che Allen raccontava la sua città, e io no.

    Leave a Reply