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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    23/01/2010

    Gruesse aus Muenchen ’09 – Freddo

    Filed under: — JE6 @ 18:33

    Anni fa, nella neve di ottobre di Chicago, qualcuno mi disse che per gli americani il freddo – l’aria condizionata a sedici gradi, la birra ghiacciata nel bicchiere ghiacciato, l’ice machine sempre in funzione – è una specie di garanzia psicologica di pulizia, come se il freddo uccidesse tutto ciò che di brutto e dannoso può aggredire una persona.
    L’ho sempre considerata una leggenda e una sciocchezza, ma quella frase mi torna in mente questa sera mentre attraversiamo Marienplatz e guardiamo le luci e ridiamo vedendo coppie che si aggirano smarrite seguendo le mappe di un BlackBerry e ascoltiamo un uomo di colore arringare la folla come se fosse il suo turno allo Speaker’s Corner di Londra, e c’è quest’aria fredda del nord, quella che ci stringe i polmoni, ci fa colare il naso e lacrimare gli occhi, c’è quest’aria gelida che sembra che tutto funzioni, che le cose siano più semplici, più lineari, meno faticose, c’è quest’aria nitida che ti pare tutto chiaro e persino allegro, e la respiriamo tutta, finché ce n’è.

    Gruesse aus Muenchen ’09 – Two hearts are better than one

    Filed under: — JE6 @ 18:20

    Per una volta, inizio dalla fine. E’ che negli ultimi dieci anni ho viaggiato tanto, e l’ho fatto sempre da solo. E’ una cosa che mi piace moltissimo – avere i miei orari, non dovermi porre il problema della cena, cambiare itinerario senza motivo, guardare le cose in silenzio per tenermele dentro e ricordarmele dopo anni oppure per tornare in albergo e raccontarle qui. Poi, per un caso è successo di avere compagnia. E mi sono reso conto che viaggiare con qualcuno è difficile quasi quanto vivere con un’altra persona, e che trovare un buon compagno, uno che c’è ma che è quasi come se non ci fosse tanto è simile a te è una fortuna che non capita tutti i giorni, e non importa se quella fortuna si ripeterà, è già una gran cosa che tu l’averla avuta.