< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • La prossima home page
  • Letter to you
  • Le cose, come sono
  • Nostra Signora del Lavoro
  • Federalismi
  • Tornando
  • A casa
  • Le voci dentro
  • Al lavoro
  • Il lockdown visto da Sarajevo
  • July 2010
    M T W T F S S
     1234
    567891011
    12131415161718
    19202122232425
    262728293031  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    01/07/2010

    La prossima volta

    Filed under: — JE6 @ 08:25

    Si guardano negli occhi, lui ingobbito e con i pantaloni troppo larghi, lei con il rossetto pesante e la matassa di capelli cotonati che punta verso il cielo. Avranno, entrambi, poco meno di ottant’anni e sembrano tirati fuori di peso da una vecchia commedia di Eduardo. Si parlano con l’astio complice che si riserva solamente a coloro con i quali si è passata insieme la vita, il mutuo e le stoviglie da asciugare e la passeggiata in riva al mare e il fugace pensiero di un tradimento e la laurea della figlia; quando lui le dice che si porta sempre in giro troppa roba, lei risponde piccata che non è vero, e che comunque la prossima volta lei andrà da sola – chissà dove – e in quel “la prossima volta” c’è tutta la follia del genere umano, che continua a fare programmi anche quando non ha più fiato per scendere tre scalini reggendo una borsa, che resiste a se stesso, alla noia di sé, alle ossa che si piegano, con una tigna insensata che porta a dividere il letto e il conto in banca per sessant’anni, fino al prossimo viaggio, fino alla prossima stazione.