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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    29/07/2011

    Ogni cicatrice è un autografo di Dio (“tra un quarto d’ora aperitivo”)

    Filed under: — JE6 @ 16:00

    La mano lascia il mouse mentre il pomeriggio sta finendo e lo schermo si ferma su un ultimo messaggio da completare e spedire. Per un momento nell’ufficio si fa silenzio, un po’ più silenzio del solito, come se tutti prendessero fiato. Qualcuno sente crescersi dentro quella specie di eccitazione delle vacanze in arrivo, del check-in in aeroporto, qualcuno prepara l’ultimo caffè della giornata, qualcuno prende il telefono, lo passa da una mano all’altra per un paio di volte e poi si decide a chiamare, come stai, bene e tu, bene grazie, allora sei in ferie, sì da mezz’ora, bene, e tu, ancora una settimana, dai manca poco, sì, poi c’è una lunga pausa, quattro o cinque secondi, piena degli undici mesi e mezzo dell’eterno anno scolastico in giacca e cravatta e camicetta e tacco otto, piena di talmente tante cose che nemmeno se le ricordano più, come quando cammini e cammini e cammini e arriva prima un momento nel quale sei così stanco che ti viene da piangere, e poi arriva un momento nel quale magicamente le gambe vanno leggere come il vento, e alla fine arrivi, ti fermi e prendi fiato e ti guardi e tutto ciò che vedi sono polvere e lividi e graffi. Sullo schermo si apre la finestra di una mail che arriva, tra un quarto d’ora chi c’è per un aperitivo, i colleghi mi aspettano, sì, allora ci sentiamo, certo, dai che ti manca poco, sì sì va bene me l’hai detto prima, cosa c’è, niente, ma come niente, niente, capito, davvero, stai bene, anche tu, ragazzi ricordatevi di mettere un po’ in ordine le scrivanie.

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