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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    19/01/2013

    Pesci rossi

    Filed under: — JE6 @ 19:01

    Aspetto più o meno tranquillamente il mio turno – le solite cose, far vedere delle analisi, come va, è passata sua mamma l’altroieri – quando dalla porta esce questa donna, piccolina, vestita bene come può farlo qualcuno che a fine mese ci arriva trattenendo il respiro, con quindici chili di troppo che da tanti anni ha rinunciato a perdere perché per dimagrire ci vuole una tigna che a volte nella vita non ci si sente di dedicare. Da una delle sedie si alza un’altra donna, una di quelle conoscenze di quartiere, forse la madre di un compagno di classe del figlio quando andava alle elementari, o una di quelle facce che si vedono tutte le mattina all’altezza della terza porta del primo vagone della metropolitana fino a diventare conoscenti senza nemmeno sapere il nome l’una dell’altra; buongiorno signora, come sta, e quella che è appena uscita dalla porta risponde flebile qualcosa che sembra una frase fatta, di quelle che suonano finché ci vediamo significa che va bene e poi improvvisamente scoppia a piangere, e scoppiare è l’unico verbo che ha un senso, che riesce a descrivere la forza delle lacrime che le vengono fuori dagli occhi, scusi sa, è che oggi è l’anniversario della morte della mia mamma, lo sa che si è buttata giù dal balcone, non c’è giorno che non ci pensi, non c’è giorno che questa cosa non mi torni in mente. L’altra donna riesce ad abbozzare una risposta di circostanza, dice eh lo so anche se ovviamente non lo sa, come fai a sapere, tu una madre che è salita su una sedia e si è lasciata cadere dal sesto piano mica ce l’hai, e intanto noialtri in sala d’aspetto approfittiamo del fatto che intorno alle due donne si è creata una specie di bolla e noi possiamo guardarle come se osservassimo due pesci in un acquario, curiosi che non danno fastidio perché non vengono notati. Fisso la signora che piange, penso a quanto sarebbe più comoda una vita senza memoria, proprio come si dice che sia quella dei pesci rossi, nessun ricordo, nessun dolore, nessun rimpianto, nessuna nostalgia, nessuna cattiveria, nessun abbandono, nessuna immagine che viene a trafiggerti senza preavviso mentre stai comprando mezzo chilo di pane, mentre stai sentendo senza ascoltarla una canzone alla radio, mentre stai guardando nello specchietto per passare nella corsia di sinistra. Poi sì, certo, non ci sarebbero nemmeno i ricordi belli, a qualcosa si dovrebbe pur rinunciare; ma in questo momento provo a mettere due pesci rossi al posto delle due donne in quella bolla che sta al centro della sala d’aspetto, e non riesco a immaginarmeli più infelici di così.

    5 Responses to “Pesci rossi”

    1. Stella Says:

      Perchè mai solo osservarle!
      Mi è capitato andando dal medico curante di trovare gente che lamentava i suoi guai..si, osservi e a volte il tuo respiro sembra di troppo!
      tra queste un uomo sui 70 anni, portati bene, ma con.un dolore nel cuore indicibile per la morte della moglie, lo conobbi molti anni addietro, era commesso.in un negozio di ferramenta e colori..era pieno di luce il suo volto e dava sempre dei buoni consigli! Non ho potuto trattenere il.mo istinto a voker essere d’aiuto. Così gli ho detto delle parole, che mi sono venute dal cuore e mi sono emozionata, perchè mentre le dicevo mi rendevo conto che erano belle e che quasi non fossero mie. No , non voglio far capire chissà che cosa, ma le cose fatte con il cuore vengono sempre bene
      Lui ogni volta che mi incontra mi fa un sorriso pieno e quasi come quello di un tempo e china la sua testa, per accompagnare il saluto per ultimo! È rimasto impresso anche me..non ricordo le parole..ma ricordo che.la sala piena si è zittita ed una signora disse…si ha ragione..ed io non sapevo cosa mi fosse successo ma ero piena di gioia! Devo, però aggiungere che a quel tempo ero parecchio affltta da un mio problema e quindi c’era una predisposizione all’essere più ascetica e profonda…chi soffre tocca sfere che prima neanche sospettava esistessero. Mi scusi, ma a volte certe cose vanno provate…comunque , io i pesci rossi, li carezzavo e ci giocavo toccando la superficie dell’acqua e loro si ricordavano e se io ero nei paraggi…richiamavano l’attenzione…sia per il cibo..ma molto anche per giocare…non so se abbiano memoria o se qualcosa rimanga!

    2. alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 20.01.13 « alcuni aneddoti dal mio futuro Says:

      […] Squonk. “Pesci rossi”: Da una delle sedie si alza un’altra donna, una di quelle conoscenze di quartiere, forse la madre di un compagno di classe del figlio quando andava alle elementari, o una di quelle facce che si vedono tutte le mattina all’altezza della terza porta del primo vagone della metropolitana fino a diventare conoscenti senza nemmeno sapere il nome l’una dell’altra; buongiorno signora, come sta, e quella che è appena uscita dalla porta risponde flebile qualcosa che sembra una frase fatta, di quelle che suonano finché ci vediamo significa che va bene e poi improvvisamente scoppia a piangere, e scoppiare è l’unico verbo che ha un senso, che riesce a descrivere la forza delle lacrime che le vengono fuori dagli occhi, scusi sa, è che oggi è l’anniversario della morte della mia mamma, lo sa che si è buttata giù dal balcone, non c’è giorno che non ci pensi, non c’è giorno che questa cosa non mi torni in mente. […]

    3. pendolante Says:

      hai ragione, togliere i ricordi non solo elimina quelli buoni ma anche la possibilitá di non ripetere gli stessi errori.

    4. Stella Says:

      Un € $aluto ed un grande @da lettore. Ã Lei Sir.
      Stella

    5. Stella Says:

      In questi giorni mi sono chiesta perchè mai a volte eventi tragici riescano a bloccarci e farci rimanere inerti a guardare. Capita, penso sia la paura d’esser travolti …come contaggiati da quel che vediamo…come se osmoticamente anche solo accostandoci possacompiersi una sorta di stregoneria … Che qualche elemento magico ci possa confondere con esso e mescolarci…come dentro una tazza di cioccolata densa e bollente…e ribollendo, causarci ustioni ed attraverso esse inocularci le tristezze!

      * non vuol essere una critica..anzi..credo fermamente, che un pò tutti ne possiamo esserne vittima..solo che ognuno.nelle proprie paure…ecco! C’è chi si blocca al tremare della terra! Chi alla vista del fuoco e chi alla vista della sofferenza!
      Si tratta di una diversa sensibilità, verso la quale si ci.può rivolgere in propositi o con la profonda commozione e questo basta, perchè troppo immane!
      Stella

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