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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    04/04/2013

    Stories of the Bund – Come lama

    Filed under: — JE6 @ 09:30

    Ieri mattina, andando in ufficio lungo Fengyang Lu, mi sono trovato a camminare per strada come se nulla fosse – e no, Fengyang Lu non è una zona pedonale. Non ti ci è voluto molto per adeguarti agli usi locali, mi sono detto. D’altra parte i marciapiedi non sono abbastanza grandi per contenere tutti questi milioni di persone, per forza ti adegui: e così impari a non fidarti mai, a sapere che ci sarà sempre almeno uno scooter che arriva contromano, a occupare un metro di carreggiata senza sentirti in colpa. Come impari a fare colazione comprando frittelle per strada, a dissetarti bevendo succo di bambù, a porgere il biglietto da visita tenendolo per i due angoli del lato lungo con il nome in favore di lettura, a ricevere bicchieri di acqua calda quando prima della riunione qualcuno ti chiede se hai sete – le dieci o cento piccole cose che sono vita quotidiana, abitudini che prendi come un accento quando vivi per un posto per più di qualche giorno. E però c’è un costume locale che non ho ancora introiettato, e che spero di non assimilare mai: il gusto (quasi) tutto maschile per lo sputo. I cinesi sputano sempre, e ovunque. Si preparano con cura, con forza; scavano dentro di sè e incuranti della presenza di chiunque nei dintorni oplà: sputano. Basta essere all’aperto e non c’è scampo, nemmeno per le corti della Città Proibita. In molte fermate della metro c’è il cartello di divieto – un omino stilizzato leggermente piegato in avanti, tre sfere di grandezza decrescente che dalla testa cadono verso il terreno, la barra rossa trasversale e la scritta vietato sputare in cinese e inglese. Un paio di giorni fa le autorità sanitarie locali hanno pubblicato una ricerca sui luoghi di Shanghai considerati a maggior rischio di scaracchio, pare che l’area dello shopping mall di Zhongshan Park sia una delle peggiori in assoluto; la ricerca dice che nonostante gli sforzi questa è un’abitudine difficilissima da sradicare, non importa quanto si sia evoluto il paese in questi anni, quante enormi Buick ne percorrano le strade, quanti splendenti grattacieli ne nascondano il già pallido sole: ci vorrà tanto tempo, ma qui sono famosi per la pazienza.