< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • Primo quadrimestre
  • Ufficio reclami
  • Tenere il punto
  • Alla fermata
  • Come petali
  • Come se fosse cosa viva
  • Un antidoto contro la solitudine
  • What’s next?
  • Se non hai niente da nascondere
  • Una vita fa
  • November 2013
    M T W T F S S
    « Oct   Dec »
     123
    45678910
    11121314151617
    18192021222324
    252627282930  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    26/11/2013

    Stories of the Bund – Home sweet home

    Filed under: — JE6 @ 09:37

    E’ nel momento in cui salgo sulla metro a Pudong che mi sento a casa. O come a casa. A volte è giusto un modo di dire, a volte no. E, per me, qui non lo è. A Shanghai ho vissuto, lavorato, fatto la spesa, preso la metro, visto la neve. Quando esco alla luce delle sette del mattino alla fermata di East Nanjing riconosco il profumo della città. Mi orizzonto, in certe zone in modo grossolano – nord sud ovest est, se salgo mi avvicino, se vado a sinistra mi allontano – e in altre come se fossi nel mio quartiere a Milano – due isolati a sinistra, poi a destra, l’ufficio postale, il Family Mart – come se avessi dentro lo zoom di Google Maps. Rimango male se non trovo più il negozio dove compravo le penne a trenta centesimi, stanno sbancando tutto, chissà cosa ci metteranno dentro in quelle due vetrine. Resterei in giro tutto il giorno, tornando in Shaanxi Bei Lu e alle spalle del Wusong, e al tempo stesso mi piace camminare su Jiujiang con la borsa a tracolla per andare in ufficio. Ogni tanto penso a mia nonna, che non lasciò mai il suo piccolo paese del Goceano, e mi chiedo cosa penserebbe, se capirebbe mio cugino che un mese fa stava su un impianto in Indonesia, se capirebbe me qui, in riva allo Huangpu.

    One Response to “Stories of the Bund – Home sweet home”

    1. Stella Says:

      C’é un animo di esploratire dentro al cuore, che prova emozione a luoghi visitati, ma rimane curioso di altri..che ana le conoscere altre culture, vivendole dalla base fino in Cima. E la vera cima é la conoscenza 🙂 ..condivido..anche se nn vivo la stessa realtá!
      Stella

    Leave a Reply