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    29/05/2014

    La consunzione delle cose

    Filed under: — JE6 @ 07:50

    La ruspa si muove lungo la spiaggia, spostando e spianando sabbia. La stagione turistica, quella vera, non è ancora iniziata e la città si prepara. Si dipingono pareti, si potano siepi, si lucidano ottoni, si cambiano tappeti. Eccoli i segni dell’invincibile forza della consunzione delle cose – un angolo di muro sbrecciato, una cassetta della posta che chiude male, un frigorifero che non si accende più, tutto nascosto in bella vista sotto gli occhi, mentre passeggi sul lungo mare vedi solo le bandiere che sventolano e i riflessi sull’acqua, poi quando ti fermi a bere un caffè e stai lì con la tazzina in mano e c’è un secondo di sospensione eccoli che li vedi quei segni, li vedi tutti, li vedi nitidi come se non ci fosse altro da poter guardare. E’ in quel momento che ti rendi conto che è quella la vera fatica, non è tanto il costruire le cose ma mantenerle, l’incessante, infinito e sfinente lavorìo della manutenzione che ripara alcuni danni e tenta di evitarne altri, è in quel momento che vedi l’operaio accovacciato davanti a una tubatura con una lattina di antiruggine in mano, lo vedi perplesso mormorare eppure è sempre andato bene, bastava una passata e per un anno eravamo a posto e adesso invece guarda qui che roba, e sembra lo zio del ragazzo che sta passando sul marciapiede opposto, quello che sta rimettendo il telefono in tasca con un’aria assente e pensa una volta mi rispondevi, mi rispondevi sempre, guarda come cambiano le cose, come si consumano.

    3 Responses to “La consunzione delle cose”

    1. Massimo Says:

      Per questi scritti, da anni, passo ogni mattina di qui. Nel frattempo anche io cambio e mi consumo. Non trovo più manutenzione, però.

    2. Paolo Says:

      Caro Massimo, come ti capisco.

    3. Stella Says:

      A volte, quando si ci siede sulla sabbia, non si ci accorge che il vestito cambia colore e sembra sporco. Quel bianco,che alla luce accecava, dopo una pausa in riva al mare a contemplare le ruspe che rumorosamente anticipano il via vai di gente…dopo una quiete che non si vorrebbe lasciare, è come mare dopo tempesta!. E quel lungo andare lento delle onde che accompagna quel rumore che alternandosi nei movimenti, accompagna anche me nei pensieri! Sento l.umido,arrivare dalla sabbia smossa e quei gabbiani gridare! A parte le ruspe sono sola, mi guardo e vedo cambiato il colore del vestito, la trama e l’ ordito hanno accolto quei granelli che non vengono via, creando delle striature, dei graffi al candore!

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