< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • Le cose, passano?
  • Accumuli
  • Da fuori, standoci dentro
  • Grazie
  • Compagni
  • L’Italia fuori dalla mischia
  • Oval Office
  • Tennis, tv, trigonometria, scissione
  • Vincere le battaglie e perdere le guerre
  • Il potere di una virgola
  • December 2014
    M T W T F S S
    « Nov   Jan »
    1234567
    891011121314
    15161718192021
    22232425262728
    293031  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    31/12/2014

    Mutandine rosse

    Filed under: — JE6 @ 12:00

    Comunque non è il caso di agitarsi, è solo la fine del primo quadrimestre.

    19/12/2014

    In fondo, senza troppi lividi

    Filed under: — JE6 @ 18:06

    C’è un momento preciso e imprevedibile che arriva sempre, poco prima che ci si saluti con i chi c’è lunedì altrimenti ci facciamo gli auguri adesso, un momento nel quale si sta seduti intorno a un tavolo, magari con colleghi che durante l’anno si frequentano poco perché si occupano di cose delle quali tu non ti interessi e viceversa, e in quel momento, un istante, una questione di pochi secondi, tutti sembrano in pace con tutti, anzi lo sono, senza un motivo, senza una ragione che non sia quella specie di micidiale stanchezza che ti fa ringraziare il cielo di essere arrivato in fondo senza troppi lividi, come quando finisci una lunga corsa e un metro dopo il traguardo stramazzi a terra, ma prima di farlo abbracci tutti gli altri per il solo fatto di essere arrivati, più o meno tutti, più o meno interi. E’ un momento strano, non lo senti arrivare ma lo riconosci quando c’è. Poi passa, svelto, basta una telefonata, una mail, un orario da rispettare, ma per una mezz’ora ne senti il sapore in bocca, insieme a quello del prosecco, che resta leggero anche quando sei uscito svicolando per evitare baci e abbracci.

    16/12/2014

    Parola dell’attore

    Filed under: — JE6 @ 18:57

    (…)  perché ieri il monologo di Benigni sui dieci comandamenti l’ho visto a spizzichi e bocconi. Ma oggi, prodigi della modernità e potenza dei socialcosi, è come se lo avessi visto tutto, dal primo minuto all’ultimo. E quindi non ti dirò di Benigni, o meglio non solo: ti dirò di quelli che l’hanno guardato.
    Il resto di là, su Left Wing.

    15/12/2014

    Canta Appress’ A Nuie

    Filed under: — JE6 @ 18:40

    Essendo un vecchio nostalgico, vedere una specie di riedizione in quota rosa del defunto PslA mi procura la dovuta fitta da qualche parte fra una costola e l’altra. E mi fa piacere che ci sia ancora in giro qualcuno come Gaia abbastanza sciroccato da mettersi dietro a cose così: e quindi andate, scaricate, leggete, quelle cose lì.

    10/12/2014

    Com’è il buio

    Filed under: — JE6 @ 12:16

    Stanno vicini, stretti, seduti sulle prime poltroncine del tram che si riempie fino ad avere gente bloccata sugli scalini. Stanno così vicini e stretti che pare di vederla, la bolla che hanno intorno. Lei è una bella ragazza, i capelli castani, le gambe coperte per metà dalla minigonna, una risata dolce. Lui ha qualcosa di strano, dei piccoli movimenti a scatto, un modo di piegare la testa che ti costringe a riguardarlo. Appoggiato sulle ginocchia ha un pezzo di metallo ripiegato in cinque o sei parti, che sembra un bastone per ciechi, di quelli estensibili. Allora capisci, capisci quegli scatti, quegli abiti, quei movimenti ai quali manca sempre un centimetro, e quando lo capisci ti chiedi com’è non vedere la ragazza che si avvicina a baciarti sulle labbra davanti a cento occhi che si sforzano di non sgranarsi nell’incredulità, com’è sentire solo il suono della sua voce e non poterle dire che ha delle gambe che se solo non ci fosse tutta questa gente intorno, com’è vivere così e per quanto tempo puoi farlo portandoti dentro tutti i dubbi che lei si affanna ogni giorno a dissipare senza mai riuscirci fino in fondo, com’è il buio.

    08/12/2014

    L’anno che è arrivato

    Filed under: — JE6 @ 16:30

    Mi arriva una mail di auguri. Manca ancora una vita al primo di gennaio, ma sono tedeschi: la programmazione, Christmas season begins, quelle cose lì. Una mail gentile, compita, che mi augura un fantastico inizio dell’anno che verrà. Poi rileggo, c’è qualcosa che non torna, eccolo lì: hanno scritto 2014 al posto di 2015. We wish you a great start to a wonderful 2014. Il refuso. Sono tedeschi, ma sbagliano anche loro: a volte perde pure il Bayern Monaco, in fondo. Oppure no, non è un errore, sono tedeschi, mica sbagliano. Vuoi vedere che l’hanno fatto apposta: dai, torna indietro, vedi se butta meglio, hai visto mai, ah ah ah. Forse dovrei farmi vedere. Da uno bravo.

    02/12/2014

    Crazy Horse, tipo

    Filed under: — JE6 @ 17:56

    Ora, certo che vedere Salvini nudo con cravatta verde è una cosa da labirintite cronica; epperò, pensate se ci toccava con l’Umberto.