< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • Primo quadrimestre
  • Ufficio reclami
  • Tenere il punto
  • Alla fermata
  • Come petali
  • Come se fosse cosa viva
  • Un antidoto contro la solitudine
  • What’s next?
  • Se non hai niente da nascondere
  • Una vita fa
  • March 2016
    M T W T F S S
    « Feb   Apr »
     123456
    78910111213
    14151617181920
    21222324252627
    28293031  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    16/03/2016

    Non è lui, sono io

    Filed under: — JE6 @ 17:12

    Qualche settimana fa, non avendo di meglio da fare (e avendo al tempo stesso buchi culturali da gruyere cosmico) mi sono letto “On Liberty” di John Stuart Mill. Lettura interessante e istruttiva, niente da dire. Se non fosse per quel punto dove JSM dice, più o meno: “guarda che per difendere le tue idee devi conoscere le idee altrui; e le devi conoscere bene, a fondo: non per sentito dire, nemmeno da fonti che tu consideri serie e affidabili; no no, ci devi mettere del tuo: leggere, ascoltare in prima persona, altrimenti non vale”. Sembra sensato, lo so. Anzi: è sensato, lo so. E’ che io non ce la faccio, non riesco a decidere consapevolmente di mangiarmi il fegato per la superiore e approfondita conoscenza di – di che cosa, poi. Prendi il tipo che mi stava seduto a fianco in metropolitana ieri sera. Dodici fermate a guardarsi e ascoltarsi (con le cuffie, grazie a Dio) un video di Di Battista sorridendo e facendo sì con la testa, e finito il video a leggersi decine di commenti ci siamo capiti di che genere (in una pagina ci sono i punti esclamativi che io ho usato da quando ho imparato a scrivere a oggi, occhio e croce; e “ladri” e “banditi” e “gente” e tutto il resto dell’armamentario retorico). Magari il tipo era – è – una bravissima persona, è uno che torna a casa e gioca con i figli e fa volontariato e passa a trovare la mamma vedova almeno una volta alla settimana: diciamo che il problema non è lui, sono io*: che dopo tre volte ho pensato che di Di Battista avevo sentito a sufficienza, che guardo quello che lo ascolta entusiasta e penso “ma sei scemo” senza punto di domanda, che più passa il tempo e più sento che di tempo ne ho sempre meno da dedicare all’esercizio della democrazia e del confronto del pensiero. Sono io: non vi reggo, vi reggevo poco prima, non vi reggo proprio più adesso.

    *Lo stesso io che non riesce più a guardare non dico i talk politici, ché quello è fin troppo facile: ma pure gli italiasgottalent, i takemeout, i tigiuno e una montagna di altra roba. Per dire.

    Leave a Reply